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La Fine della Latitanza: Luigi Marando si Costituisce

La Svolta a Platì: Consegna Spontanea ai Carabinieri

Dopo una latitanza durata circa sei mesi, Luigi Marando, 36 anni, si è spontaneamente consegnato ai Carabinieri della Stazione di Platì.

La consegna è avvenuta in questo centro nevralgico dell’Aspromonte, ponendo fine a un periodo di ricerca da parte delle forze dell’ordine.

Marando, considerato un esponente di spicco dell’omonimo clan della ‘ndrangheta, era ricercato in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Dettagli dell’Operazione e Contesto Familiare

L’ordinanza di custodia cautelare era stata emessa alla fine di ottobre dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano.

Questa rientrava nell’ambito di una vasta operazione antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo, che ha coinvolto un’ampia area tra la Lombardia e il Piemonte.

Luigi Marando, sebbene nato a Cuorgnè, è cresciuto a Platì e vanta una parentela significativa: è figlio di Pasqualino Marando, noto trafficante internazionale di droga scomparso nel 2002 e vittima di un caso di “lupara bianca”, evento legato a contrasti interni tra i clan della ‘ndrangheta aspromontana.

Le Conseguenze della Consegna: Il Trasferimento e il Processo

Verso il Carcere di Reggio Calabria: A Disposizione delle Autorità

Immediatamente dopo la sua costituzione, Luigi Marando è stato trasferito presso il carcere di Reggio Calabria.

Qui, è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria milanese che ha emesso l’ordinanza, in attesa delle successive fasi del processo.

La sua consegna rappresenta un passo significativo nelle indagini contro la criminalità organizzata, in particolare per quanto riguarda le ramificazioni della ‘ndrangheta che da Platì si estendono fino al Piemonte e al Lazio.