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L’impatto dell’attività solare sulla caduta dei detriti spaziali
Una nuova ricerca pubblicata su Frontiers in Astronomy and Space Sciences, condotta dal Vikram Sarabhai Space Centre in India, rivela un legame cruciale tra la caduta dei detriti spaziali e l’attività solare.
Questa scoperta è fondamentale per ottimizzare la pianificazione delle traiettorie satellitari e prevenire collisioni.
La comprensione di come i detriti spaziali attività solare si influenzino a vicenda è essenziale per la gestione dello spazio.
Il ciclo solare e le sue implicazioni
Il Sole segue un ciclo di circa 11 anni, caratterizzato da periodi di maggiore e minore attività, correlati al numero di macchie solari.
Queste variazioni influenzano l’intensità delle radiazioni ultraviolette e delle particelle cariche emesse.
Quando il flusso solare raggiunge il suo picco, le emissioni riscaldano e espandono la termosfera terrestre, situata tra i 100 e i 1.000 chilometri di altitudine.
Questo fenomeno aumenta la densità atmosferica intorno ai corpi in orbita (tra 350 e 36.000 chilometri), incrementando la resistenza e causando un rallentamento che porta alla caduta più rapida dei detriti.
Analisi delle traiettorie dei detriti spaziali
I ricercatori hanno monitorato le traiettorie di 17 detriti spaziali in orbita bassa per 36 anni, a partire dagli anni Sessanta, coprendo il 22esimo, 23esimo e 24esimo ciclo solare.
I dati raccolti sono stati poi confrontati con le informazioni del Centro tedesco di ricerca per le geoscienze di Potsdam, relative al numero di macchie solari e alle variazioni giornaliere delle emissioni radio e nell’ultravioletto estremo (EUV) del Sole.
La soglia di transizione e la perdita di quota accelerata
I risultati evidenziano che, quando il numero di macchie solari supera i due terzi del valore massimo, i detriti spaziali attraversano una “soglia di transizione”.
Oltre questa soglia, iniziano a perdere quota molto più rapidamente.
“Questa soglia non sembra essere legata a un valore fisso della radiazione solare, ma piuttosto a quanto il Sole sia vicino al picco della sua attività”, spiega la ricercatrice Ayisha Ashruf.
“Intorno a questo punto, il Sole produce una radiazione EUV più intensa, probabilmente dovuta a processi solari che si rafforzano in prossimità del massimo”.
Conseguenze per i satelliti e la gestione dello spazio
Quando l’attività solare supera certi livelli, anche i satelliti, analogamente ai detriti spaziali, perdono quota più rapidamente.
Ciò rende necessarie frequenti correzioni dell’orbita.
L’esperta aggiunge che “questo influisce direttamente sulla durata operativa dei satelliti e sulla quantità di carburante richiesta, soprattutto per le missioni lanciate in prossimità del massimo solare”.
Comprendere a fondo il legame tra detriti spaziali e attività solare è quindi cruciale per la sostenibilità delle operazioni spaziali.