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La struttura della ‘ndrangheta e i matrimoni tra clan minori

Uno studio condotto dai sociologi dell’Università di Milano-Bicocca rivela aspetti inediti sulla struttura interna della ‘ndrangheta matrimoni clan minori.

La ricerca, pubblicata su “Plos One”, analizza come i legami matrimoniali influenzino la coesione e la resilienza di questa organizzazione criminale.

I clan più potenti tendono a occupare posizioni centrali all’interno della rete matrimoniale, beneficiando di numerosi collegamenti diretti con altre famiglie.

Tuttavia, sorprendentemente, le famiglie che scambiano il maggior numero di spose si trovano in realtà in posizioni meno centrali.

Il ruolo strategico delle alleanze matrimoniali

I ricercatori hanno utilizzato simulazioni per esaminare l’impatto dell’interruzione di diversi legami sulla coesione complessiva della rete matrimoniale della ‘ndrangheta. È emerso che i clan più potenti dispongono di alleanze matrimoniali ridondanti e sovrapposte.

Questo significa che la rottura dei legami tra questi clan non compromette significativamente l’intera rete.

Al contrario, i matrimoni tra famiglie meno influenti si sono rivelati molto più “portanti”.

La loro rimozione, infatti, compromette in modo rapido e significativo la coesione e l’integrità dell’intera rete della ‘ndrangheta.

I matrimoni come tecnologia organizzativa

Gli autori dello studio sottolineano che i matrimoni nella ‘ndrangheta rappresentano una sofisticata “tecnologia organizzativa”.

Sebbene le famiglie d’élite detengano posizioni centrali, sono le alleanze tra i clan più piccoli e periferici a fornire i legami fondamentali che garantiscono la coesione dell’intera rete criminale.

Questo dato offre una nuova prospettiva sulle dinamiche interne della criminalità organizzata, evidenziando l’importanza di analizzare anche i legami apparentemente meno influenti per comprendere appieno la sua resilienza.

Di Claudia