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Google aluminium os: il futuro desktop android

Il leak di Google Aluminium OS, basato su Android 17, rivela un progetto desktop che include dock, desktop virtuali e un’inedita integrazione con iPhone.

Questo sistema, che promette di ridefinire l’esperienza utente sui notebook, rappresenta la potenziale fusione tra Android e ChromeOS, offrendo una nuova visione per il futuro desktop android.

Aluminium OS: un desktop android che guarda a chromeos

La prima impressione di Aluminium OS è quella di una fusione tra Android stock, ChromeOS e funzionalità simili a Samsung DeX.

L’interfaccia mostra una dock inferiore con drawer applicazioni, scorciatoie permanenti e una barra di ricerca Google.

Le finestre sono liberamente ridimensionabili e il sistema integra desktop virtuali, richiamabili dalla schermata delle app recenti.

L’interfaccia utente impiega molti elementi tipici dei tablet Android, come indicatori di batteria, pannelli notifiche, lock screen e setup iniziale, ma è ottimizzata per l’uso con mouse e tastiera, con un puntatore di dimensioni desktop e un multitasking più vicino a Windows o macOS.

Nel pannello delle impostazioni è presente la dicitura Android 17, suggerendo che si tratta di un fork desktop costruito sulle future release di Android, il che potrebbe consentire a Google di distribuire aggiornamenti tramite la stessa infrastruttura già utilizzata per smartphone e tablet, sfruttando componenti modulari come Project Mainline e il framework APEX.

Desktop virtuali e multitasking avanzato

Tra le funzionalità più interessanti emerse dal leak, spiccano i desktop virtuali integrati nella vista “Recent apps”.

Google ha scelto di non creare un’interfaccia completamente separata, ma di mantenere il paradigma Android delle attività recenti, espandendolo con workspace multipli.

Questa soluzione ricorda in parte Mission Control di macOS, ma con una logica più legata alle attività Android: ogni desktop mantiene applicazioni e finestre aperte, e il passaggio avviene rapidamente tramite gesture o scorciatoie.

Ciò potrebbe essere particolarmente utile per chi lavora con browser, documenti e chat simultaneamente, specialmente su notebook ARM con schermi compatti.

Un altro elemento rilevante è la presenza di un Task Manager dedicato.

Sebbene Android abbia sempre avuto strumenti per la gestione dei processi, qui Google sembra voler offrire un pannello più simile ai sistemi desktop tradizionali, con monitoraggio di memoria, processi attivi e consumo risorse.

Questo è significativo, poiché Android gestisce RAM e processi in modo diverso rispetto a Windows.

Il sistema continua a utilizzare il modello a sandbox delle app Android, con UID separati, SELinux in modalità enforcing e isolamento per processo, il che potrebbe offrire notevoli vantaggi di sicurezza rispetto ai sistemi desktop tradizionali.

Interfaccia compatta e integrazione con ios

Il pannello Quick Settings, elemento distintivo di Android, è stato compattato in Aluminium OS.

Scorre lateralmente dalla barra superiore quando si clicca sull’indicatore batteria, e le notifiche occupano un’area dedicata più stretta rispetto a tablet e smartphone.

Questa scelta è logica per un ambiente desktop, dove un pannello fullscreen sarebbe poco pratico.

L’interfaccia, al momento, appare minimalista.

Il leak suggerisce che molte applicazioni Google sono web app incapsulate in finestre desktop, utilizzando wrapper basati su Chromium.

Questo approccio, già visto in ChromeOS, potrebbe comportare un maggiore consumo di RAM e un’integrazione limitata con il filesystem locale e le periferiche.

Sorprendentemente, è presente “Link to iOS”, un’applicazione che richiama Microsoft Collegamento al telefono.

Questa mossa segna un cambiamento nella strategia di Google, che tradizionalmente ha privilegiato l’integrazione esclusiva con Android.

Consentire la sincronizzazione di notifiche, il trasferimento di file e la continuità operativa con i dispositivi Apple diventa cruciale per Aluminium OS se vuole competere efficacemente.

Se Google riuscirà a unificare Android, Play Store, Chrome e Gemini, potrebbe creare un ambiente molto più coerente tra smartphone e notebook.

Il futuro di chromeos e l’ecosistema android

Il leak di Aluminium OS rende più credibile l’ipotesi di una fusione tra ChromeOS e Android.

Google avrebbe già avviato collaborazioni con produttori come Acer, Asus, HP, Lenovo e Dell per notebook basati sulla nuova piattaforma, che potrebbero essere commercializzati come Googlebook.

ChromeOS non scomparirà immediatamente, ma la direzione è chiara: Android offre una base utenti più ampia, supporta sia ARM che x86, ha il Play Store integrato e permette a Google di centralizzare sviluppo e intelligenza artificiale (con Gemini come elemento distintivo).

Il progetto mira a trasformare Android in una piattaforma universale, adattabile a smartphone, tablet, notebook e workstation leggere, superando i limiti di un catalogo software non sempre ottimizzato per configurazioni desktop.

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Di Claudia

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