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Pitti Uomo si prepara a una rivoluzione che sfrutta la Pitti uomo intelligenza artificiale, introducendo un sistema avanzato di “matchmaking” tra brand di abbigliamento e negozi.

Questa innovazione, sviluppata da Pitti Immagine in collaborazione con la startup olandese Hyperscout, promette di ottimizzare e velocizzare la ricerca di partner commerciali, rendendola più precisa ed efficiente grazie all’analisi dei dati.

Il servizio debutterà alla prossima edizione della fiera, in programma alla Fortezza da Basso, ed è il risultato di circa due anni di lavoro e sviluppo.

La tecnologia dietro il matchmaking intelligente

Il cuore del nuovo sistema è rappresentato da un algoritmo di intelligenza artificiale che incrocia un’enorme quantità di dati.

Sono stati profilati circa 3.000 negozi e 1.500 brand, le cui informazioni sono state analizzate negli ultimi due anni da Hyperscout.

Questa analisi approfondita permette di creare profili strutturati, suggerendo ai brand i partner più idonei basandosi su criteri come il mercato di riferimento, le categorie di prodotti venduti e i competitor.

Benefici per brand e negozi

Ivano Cauli, il nuovo amministratore delegato di Pitti Immagine, sottolinea come questo strumento all’avanguardia vada oltre l’evento fisico.

L’integrazione del matchmaking basato sull’intelligenza artificiale punta a generare valore continuo per la community, trasformando la ricerca di nuovi partner commerciali in un processo data-driven.

Questo significa per i brand una significativa riduzione dei tempi dedicati allo scouting, permettendo loro di concentrarsi sulla crescita e lo sviluppo dei prodotti.

L’arricchimento dei dati per una profilatura completa

La profilatura dei negozi partecipanti a Pitti, che in passato era principalmente tecnica e focalizzata sui requisiti di accesso alla fiera, ora si arricchisce notevolmente.

Il nuovo sistema integra dati provenienti da diverse fonti per creare una mappatura più ampia e dettagliata.

Fonti di informazione e mappatura globale

Il sistema attinge a tre fonti principali: 1.

Il sito web del negozio, per analizzare i brand trattati, il posizionamento, le categorie merceologiche e il prezzo medio. 2.

L’e-commerce del negozio. 3.

La presenza sui social media, in particolare Instagram e LinkedIn.

Queste informazioni permettono di identificare un gruppo di rivenditori responsabili dell’80% del fatturato mondiale della moda uomo.

La mappatura include anche un “brand locator”, che consente di scoprire quali negozi vendono un determinato brand a livello globale, offrendo una visione completa del mercato.

Prospettive future e collaborazioni internazionali

Pitti Immagine ha ambizioni chiare per il futuro di questa tecnologia.

L’obiettivo è creare una sorta di “LinkedIn” per gli agenti del settore fashion, promuovendo una logica di collaborazione con altre importanti manifestazioni internazionali.

Espansione e nuovi settori

Cauli menziona collaborazioni con eventi a Parigi, Chicago e nel mondo asiatico, oltre che con Fiera Milano.

L’intenzione è anche quella di estendere questo servizio innovativo ai settori delle fragranze e del food, dimostrando la versatilità e il potenziale dell’intelligenza artificiale nel creare connessioni strategiche in diversi ambiti commerciali.

Questo approccio proattivo consolida il ruolo di Pitti Uomo come pioniere nell’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate per l’industria della moda.

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Di Claudia

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