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Ask.com chiude definitivamente dopo quasi 30 anni

Ask.com, conosciuto inizialmente come Ask Jeeves, ha cessato le operazioni dopo quasi tre decenni di presenza sul web.

Lanciato nel 1996, il servizio si distingueva per aver introdotto la possibilità di effettuare ricerche usando frasi in linguaggio naturale, grazie al personaggio del maggiordomo Jeeves che doveva interpretare le domande degli utenti.

In un periodo precedente al predominio di Google, Ask.com rappresentava una delle alternative più concrete per cercare informazioni online, combinando directory curate manualmente con rudimentali algoritmi di matching semantico.

L’arrivo di Google e del suo algoritmo PageRank ha rapidamente modificato lo scenario della ricerca online, offrendo risultati di qualità superiore e riducendo l’efficacia delle soluzioni basate su directory o su query semplificate.

Nonostante diversi tentativi di rilancio, tra cui il rebranding da Ask Jeeves a Ask.com e l’aggiornamento delle tecnologie sottostanti, la piattaforma ha perso progressivamente quota di mercato, trasformandosi gradualmente in un portale di contenuti e risposte preconfezionate piuttosto che in un motore di ricerca competitivo.

La chiusura è avvenuta senza annunci ufficiali di rilievo, attraverso un processo graduale che ha portato alla disattivazione dei server, all’archiviazione dei dati e alla dismissione delle infrastrutture.

Gli utenti che oggi provano ad accedere al sito vengono reindirizzati a pagine statiche o incontrano messaggi di errore.

La dismissione è passata quasi inosservata anche sui media, sintomo del fatto che Ask.com era ormai lontano dal radar degli utenti e degli esperti del settore.

Nonostante il declino, l’intuizione alla base di Ask.com rimane rilevante.

L’idea di interrogare un computer usando il linguaggio naturale è oggi al centro degli assistenti AI e dei modelli linguistici di ultima generazione, che grazie a reti neurali profonde e a miliardi di parametri riescono a comprendere il contesto e a generare risposte dettagliate.

La storia di Ask.com dimostra come alcune idee, sebbene nate troppo presto, possano trovare il loro momento di affermazione quando il contesto tecnologico diventa adeguato.

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