La Calabria è conosciuta per il suo vasto patrimonio forestale, con una copertura vegetale che raggiunge il 43% del territorio, uno dei valori più alti in Italia.
Questo dato pone la regione accanto a Liguria, Trentino, Sardegna, Alto Adige, Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia.
Oltre 650mila ettari sono coperti da boschi e aree boscate, tra cui spiccano specie rare come il pino loricato, presente solo in Calabria ma che rappresenta il 100% della sua diffusione nazionale.
Anche gli ontani napoletano, il farnetto e l’ontano nero, sebbene occupino una piccola percentuale della superficie forestale, contribuiscono in modo significativo alla biodiversità nazionale.
Nonostante questa ricchezza naturale, il rapporto tra le città calabresi e il verde urbano appare critico.
Secondo i dati di Legambiente, nei capoluoghi italiani ogni 100 abitanti vengono piantati in media 24 alberi, mentre molte realtà calabresi si trovano molto al di sotto di questa media.
A Catanzaro e Vibo Valentia si registrano circa 10 alberi per 100 abitanti, a Reggio Calabria il numero scende a 7.
Cosenza mostra un risultato migliore con 71 alberi per 100 abitanti, mentre il dato di Crotone non è disponibile.
Per quanto riguarda lo spazio verde accessibile, le cifre variano da 13,2 metri quadrati per abitante a Catanzaro a 33,4 a Cosenza.
Reggio Calabria e Vibo Valentia si posizionano rispettivamente a 16,6 e 13,2 metri quadrati per abitante, mentre Crotone scende a soli 3,5 metri quadrati per persona.
Questi valori evidenziano un divario netto tra la vasta presenza di boschi nelle zone rurali e la scarsità di alberi e aree verdi nei centri urbani.
Esperti come Francesco Bevilacqua sottolineano come questo distacco tra ambiente naturale e contesto cittadino influisca sulla percezione della natura da parte delle nuove generazioni, che spesso la conoscono solo attraverso schermi.
Bevilacqua propone un intervento drastico: ridurre fino al 70-80% della pavimentazione urbana per ripristinare erba, piante, arbusti e alberi, migliorando sia l’estetica che il bilancio di anidride carbonica e ossigeno.
Inoltre suggerisce di valorizzare le specie autoctone, evitando l’uso eccessivo di piante esotiche come le palme, spesso privilegiate nei piani di verde cittadino a discapito del patrimonio arboreo calabrese.
Gli ultimi anni hanno visto alcuni segnali positivi grazie ai finanziamenti del Decreto Clima e del PNRR, che hanno sostenuto progetti di riforestazione urbana nel Sud Italia, con città come Messina e Roma in testa per numero di nuove piante piantate.
Tuttavia, per colmare il gap tra il potenziale forestale della regione e la realtà urbana, servirà un impegno coordinato tra amministrazioni locali, cittadini e esperti del settore, affinché le città calabresi possano tornare a essere luoghi dove il verde non è un’eccezione ma una presenza quotidiana e condivisa.


