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Scorsese intelligenza artificiale cinema: polemica accesa con gli Art Directors

Il rinomato regista Martin Scorsese ha recentemente annunciato una collaborazione con Black Forest Labs, una startup specializzata in intelligenza artificiale.

L’obiettivo dichiarato di questa partnership è migliorare la comunicazione delle proprie visioni creative al cast e alla troupe.

Questa mossa, tuttavia, ha generato una forte reazione da parte dell’Art Directors Guild, che ha espresso preoccupazione per il potenziale marginalizzazione del lavoro di artisti e designer professionisti, figure che “collaborano con successo da decenni con i registi per dare forma visiva ai loro film”.

Il ruolo degli art director nel cinema

Per molti decenni, registi di fama mondiale come Scorsese si sono affidati a illustratori, concept artist e art director per trasformare idee complesse in elementi visivi concreti.

Questi professionisti sono essenziali per la creazione di schizzi, storyboard, bozzetti e progetti di scenografia dettagliati.

L’importanza del dettaglio visivo

In produzioni cinematografiche di successo come “The Irishman” o “Killers of the Flower Moon”, gli art director hanno giocato un ruolo fondamentale.

Hanno contribuito alla meticolosa ricostruzione di interi quartieri, uffici, interni domestici, insegne, manifesti e oggetti d’epoca.

Questo lavoro certosino garantisce che ogni singolo dettaglio sullo schermo sia credibile e autentico, immergendo lo spettatore nella narrazione.

La visione di scorsese sull’ia nel cinema

Scorsese, nell’annunciare il suo coinvolgimento con Black Forest per un nuovo progetto cinematografico, ha specificato che l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere intesa come un sostituto dei professionisti creativi.

Al contrario, la vede come uno strumento preliminare, utile per comunicare in modo più efficace le proprie idee al team artistico.

L’evoluzione del linguaggio cinematografico

Il regista ha sottolineato che il cinema è un “mezzo espressivo ancora giovane” e che i registi dovrebbero essere “aperti al modo in cui può evolversi”.

Ha ricordato la sua esperienza con tecnologie innovative in film precedenti, come l’uso del 3D per “Hugo” e la tecnica di ringiovanimento digitale per “The Irishman”.

Secondo Scorsese, l’IA rappresenta un’ulteriore evoluzione: “Ora, grazie a questo strumento, posso condividere in modo più chiaro ed efficiente ciò che sto visualizzando con il mio team creativo — il production designer, l’art director e il direttore della fotografia — affinché possano svilupparlo ulteriormente e arricchire l’intelligenza cinematografica”.

Questa prospettiva evidenzia il desiderio di Scorsese di esplorare nuove frontiere tecnologiche per migliorare il processo creativo e la produzione cinematografica.

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Di Claudia

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