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Ballerini, attori, professori d'orchestra, tecnici e amministrativi del settore teatrale hanno indetto uno sciopero nazionale. La mobilitazione, proclamata da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, è motivata dalla richiesta di rinnovo del contratto nazionale, bloccato dal 2018, di aumenti salariali adeguati al costo della vita e di maggiori tutele.
La rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale
La decisione di incrociare le braccia segue la rottura del tavolo di confronto con Federvivo. I rappresentanti dei lavoratori hanno evidenziato come la trattativa, durata due anni, non abbia portato a risultati concreti, con la parte datoriale che ha respinto le richieste sindacali volte a modernizzare e valorizzare il settore. Tra le proposte avanzate figuravano l'unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive.
Aumenti salariali insufficienti per i lavoratori dei teatri
A fronte di un contratto nazionale la cui ultima revisione risale al 2018, le proposte economiche avanzate sono state giudicate insufficienti. L'inflazione nel periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23%, mentre la paga media mensile dei dipendenti dei teatri si attesta sui 1.433,43 euro. La proposta di aumento, pari al 18% in tre anni, porterebbe lo stipendio medio a 1.691,44 euro solo nel 2029, con un incremento reale annuo di circa 28 euro lordi.
Per il personale scritturato, che include macchinisti, professori d'orchestra, attori e ballerini, il minimo contrattuale giornaliero medio è di 58,69 euro lordi. L'aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera a 70,42 euro nel 2029, un adeguamento di circa 1,30 euro lordi all'anno, considerato inaccettabile dai sindacati.
Presidi e manifestazioni per lo sciopero dei teatri
In occasione dello sciopero, sono stati organizzati presidi in diverse città italiane. A Roma, i lavoratori si sono riuniti davanti al Teatro Argentina e al Teatro Valle, oltre che sotto la sede Agis Federvivo. A Milano, i dipendenti di vari teatri si sono ritrovati davanti allo Strehler. Presidi sono stati segnalati anche a Napoli, Torino, Genova, Catania, Pavia, Bergamo e Prato.
La mobilitazione sindacale, iniziata il 21 ottobre, si concluderà il 30 ottobre, con una manifestazione nazionale a Roma prevista per il 9 novembre.
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