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Il sonno e la relazione: un nuovo approccio per mamme meno stanche

Le nuove generazioni devono adottare un cambio di prospettiva fondamentale per affrontare il tema del riposo e del sonno, specialmente per le mamme.

Spesso, l’attenzione si concentra sui bambini, trascurando il bisogno fisiologico e mentale della madre.

Si analizzano comportamenti, abitudini e rituali legati al sonno infantile, ma si ignora un elemento cruciale: lo stato del sistema nervoso di chi accompagna ogni sera il bambino verso il riposo.

Questa prospettiva, oggi sempre più riconosciuta grazie alle neuroscienze, evidenzia come nei primi anni di vita i bambini non regolino il proprio equilibrio in autonomia, ma attraverso quello del genitore.

Il paradigma del sonno: non solo tecniche, ma relazione

Secondo Chiara Baiguini, autrice del libro “Nati per dormire.

L’approccio che rivoluziona il sonno dei bambini basato sui 4 profili C.A.R.E”, il sonno non è semplicemente una questione di tecniche, ma di relazione.

In questa relazione, il punto di partenza non è unicamente il bambino, ma la mamma.

Chiara Baiguini, esperta di profili sensoriali e Life & Family coach, ha sviluppato un progetto che rappresenta un punto di riferimento in Italia.

Invita le mamme a spostare lo sguardo: prima di domandarsi cosa fare con il proprio figlio, è essenziale comprendere come si arriva alla sera, quale stato si porta nella relazione e cosa serve realmente per ricaricarsi.

La maternità non richiede annullamento, ma profonda conoscenza di sé per dare il meglio quando conta.

Cinque consigli pratici per mamme meno stanche

Ecco cinque consigli pratici e trasformativi per le mamme, da mettere in pratica fin da subito: 1.

Conosci il tuo profilo sensoriale.

Raramente si considera il funzionamento del sistema nervoso della mamma quando si parla del sonno dei bambini.

Ogni adulto, come ogni bambino, elabora gli stimoli del mondo in modo unico.

Questo “profilo sensoriale” influenza profondamente l’esperienza della sera, della notte e dei risvegli.

Conoscere il proprio profilo aiuta la mamma a capire le proprie esigenze per recuperare energia.

Baiguini spiega che è possibile riconoscere il proprio profilo sensoriale osservando come il corpo reagisce agli stimoli durante la giornata, specialmente la sera e di notte: se si arriva sovraccarica e si ha bisogno di silenzio, se si sente il bisogno di movimento per scaricare, se si fatica a “spegnersi” o se ci si riattiva facilmente.

Ascoltare i propri segnali fisici ed emotivi (tensione, stanchezza persistente, irritabilità, bisogno di isolamento) e collegarli a ciò che li genera o li allevia è fondamentale.

Comprendere cosa drena energia e cosa la restituisce è il primo passo per costruire serate e notti più sostenibili, per sé e per il proprio bambino. 2.

Prenditi cinque minuti prima della nanna.

Prima di entrare nella stanza del bambino, fermati.

Struccati, indossa il pigiama, lavati i denti.

Questi gesti semplici ma potenti segnalano al sistema nervoso che la giornata è finita.

Un corpo che si è fermato trasmette una qualità di presenza diversa, che il bambino percepisce prima ancora di ogni parola. 3.

Ricorda che il sonno del bambino dipende anche dal tuo stato.

Le neuroscienze confermano che i bambini piccoli regolano il loro sistema nervoso attraverso quello dei genitori.

Il respiro lento della mamma diventa il respiro lento del bambino; la sua calma diventa la calma del figlio.

Ogni gesto di cura verso se stesse non è egoismo, ma l’investimento più diretto nel sonno del proprio bambino. 4.

Costruisci il tuo sonno di giorno prendendoti cura di te.

Un principio fondamentale del sonno infantile è che la notte si prepara durante il giorno.

Lo stesso vale per le mamme.

Se si arriva alla sera con il sistema nervoso già al limite, nessuna routine serale può compensare l’accumulo di stress.

Imparare ad ascoltarsi durante il giorno – capire cosa ricarica, cosa svuota, quando il corpo invia segnali di sovraccarico – è “igiene neurologica”.

Non si tratta di benessere da wellness, ma della base per un buon funzionamento serale. 5.

Smetti di confrontarti con le altre mamme.

C’è chi si sveglia al minimo rumore e non riesce più a riaddormentarsi, e chi recupera in venti minuti.

Queste non sono differenze di carattere, ma differenze neurologiche reali.

Ogni mamma ha un profilo sensoriale unico che determina come vive la notte.

Smettere di confrontarsi non significa rassegnarsi, ma è il primo passo per comprendere davvero le proprie esigenze.

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