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La fed mantiene i tassi fermi e prevede un rialzo futuro

La Federal Reserve ha deciso di mantenere i Fed tassi fermi rialzo 2026, una decisione che arriva all’esordio del nuovo presidente Warsh.

Questa mossa, sebbene attesa da molti, ha generato reazioni contrastanti nel panorama economico globale.

Le previsioni del fomc e le reazioni di mercato

Nove dei diciotto membri del Fomc (Federal Open Market Committee) hanno indicato la possibilità di un inasprimento della politica monetaria entro il 2026, un aumento significativo rispetto alle previsioni precedenti.

Altri otto membri, invece, ritengono che lo status quo possa perdurare per tutto l’anno corrente, mentre solo un membro ha espresso il desiderio di un allentamento.

Questa divisione interna della Fed ha contribuito a un clima di incertezza.

Donald Trump, dall’Europa, ha espresso il suo sostegno al nuovo presidente Warsh, definendolo “bravo” e dimostrando fiducia nelle sue decisioni, nonostante abbia criticato la situazione attuale come “insolita” e frenante per il paese.

La reazione di Wall Street non si è fatta attendere: i listini hanno registrato perdite vicine all’1% dopo che gli analisti hanno prospettato un inasprimento in ottobre.

La nuova era di warsh alla guida della fed

Warsh ha tenuto la sua prima conferenza stampa da presidente, dichiarandosi “onorato” dell’incarico e ribadendo l’impegno della banca centrale a garantire la stabilità dei prezzi e a mantenere l’inflazione al 2%.

Ha subito impresso il suo marchio, presentando un comunicato finale più conciso del solito, composto da soli quattro paragrafi.

Le innovazioni di warsh per la politica monetaria

Il nuovo presidente ha annunciato l’abbandono della forward guidance e la creazione di cinque task force dedicate alla politica monetaria.

Tra queste, una si occuperà del bilancio della Fed, che ammonta a 6.700 miliardi di dollari, e un’altra si concentrerà sulla comunicazione.

Warsh è convinto che i membri della Fed parlino troppo, influenzando e vincolando le future azioni della banca centrale.

La creazione di queste task force permette a Warsh di guadagnare tempo e di proteggersi da eventuali critiche, soprattutto considerando che è stato scelto da Donald Trump con l’obiettivo di tagliare i tassi di interesse.

La sua rivoluzione comunicativa potrebbe persino portare alla revisione delle conferenze stampa post-riunione, che, secondo Warsh, dovrebbero essere utilizzate solo “quando si ha qualcosa di importante da dire”.

Le sfide future: inflazione e mercato del lavoro

Warsh ha dichiarato che per la Fed si apre un “nuovo capitolo”, consapevole che i cambiamenti comportano rischi ma con l’obiettivo di una politica monetaria corretta.

Ha inoltre sottolineato di non credere che sia necessaria una “scelta crudele” tra inflazione e mercato del lavoro, due obiettivi che il suo predecessore, Jerome Powell, aveva descritto in tensione.

La crisi energetica e le stime sull’inflazione

I prezzi al consumo negli Stati Uniti continuano a crescere, alimentati dalla crisi energetica causata dal conflitto in Iran.

La Fed stima un’inflazione al 3,6% per quest’anno, ben al di sopra del target del 2%.

Questa situazione potrebbe spingere la banca centrale ad alzare i tassi di interesse, con il rischio di indebolire un’economia già in rallentamento e un mercato del lavoro che mostra segnali di cedimento.

Warsh, nel suo primo confronto con i media, ha dimostrato padronanza e sicurezza, anche di fronte alle domande su Trump, rispondendo con fermezza: “Sul presidente non ho nulla per voi”.

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