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Schizofrenia: 766 geni associati identificati
Una ricerca innovativa, guidata da scienziati italiani, ha portato alla luce un totale di 766 geni associati alla schizofrenia, tra cui ben 641 sono stati scoperti per la prima volta.
Questi risultati aprono nuove prospettive per la comprensione e il trattamento di questa complessa condizione neurologica.
La scoperta è stata possibile grazie a un approccio metodologico avanzato che ha permesso di rilevare associazioni genetiche precedentemente inosservate.
Nuovi orizzonti nella genetica della schizofrenia
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Genetics, è frutto di una vasta collaborazione internazionale.
Il team italiano, coordinato dal professor Giulio Pergola dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari e ricercatore presso il Lieber Institute for Brain Development di Baltimora, ha utilizzato una metodologia basata sulle reti di co-espressione genica.
Questo approccio innovativo ha dimostrato un significativo miglioramento nelle previsioni molecolari a livello individuale, identificando legami genetici che le tecniche tradizionali non erano in grado di rilevare.
La ricerca ha coinvolto diverse istituzioni di spicco, tra cui le università Johns Hopkins di Baltimora, di Berlino e di San Paolo, e per l’Italia l’Imt Scuola di Studi Avanzati di Lucca e le università di Torino, Pisa, Trento ed Enna.
Metodologia e risultati chiave
Il punto di partenza della ricerca è stato un’analisi approfondita dei dati genetici di oltre 102.000 individui, comprendenti pazienti con diagnosi di schizofrenia e controlli sani.
Questi dati sono stati integrati con informazioni molecolari ottenute da campioni di tessuto cerebrale umano, raccolti da diverse regioni del cervello.
La vastità e la complessità di questo materiale sono state gestite grazie a una solida collaborazione internazionale, come sottolineato da Fabiana Rossi, prima autrice dello studio.
I risultati ottenuti indicano chiaramente che le origini della schizofrenia sono radicate in una complessa rete biologica.
Questa rete include processi fondamentali legati alla comunicazione tra le cellule nervose, meccanismi immunitari e la dinamica dello sviluppo cerebrale.
La comprensione di queste interconnessioni è cruciale per decifrare i meccanismi sottostanti la malattia.
Verso una psichiatria di precisione
Alessandro Bertolino, coautore dell’articolo e direttore del Dipartimento di Biomedicina Traslazionale e Neuroscienze dell’Università di Bari, nonché della U.O.C. di Psichiatria universitaria del Policlinico di Bari, ha commentato l’importanza di questi studi.
Egli ha evidenziato come queste scoperte siano essenziali per identificare i meccanismi molecolari alla base della schizofrenia e rappresentino un passaggio fondamentale verso lo sviluppo di una psichiatria di precisione.
Una maggiore comprensione dei processi biologici coinvolti aprirà la strada a una più accurata stratificazione dei pazienti e alla creazione di interventi terapeutici mirati in futuro.
Questi progressi promettono di migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti affetti da schizofrenia.
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