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La rivoluzione circolare dei veicoli fuori uso è approdata a Milano, sollevando una questione fondamentale: e se il fine vita veicoli non fosse la fine, ma un nuovo inizio?
Questo interrogativo è stato al centro del primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues, un ciclo di incontri dedicati al settore automobilistico.
La normativa ELV: un cambio di paradigma per l’automotive
Una data cruciale per l’industria automobilistica e l’aftermarket è quella dell’approvazione del nuovo Regolamento sulla circolarità dei veicoli e sulla gestione degli End-of-Life Vehicles (ELV) da parte del Parlamento Europeo.
Questa normativa, che entrerà in vigore 24 mesi dopo la sua adozione formale da parte del Consiglio dell’Unione Europea, segna un cambiamento epocale.
Il veicolo come risorsa, non più rifiuto
La filosofia alla base del regolamento è chiara: il veicolo fuori uso non è più considerato un rifiuto da smaltire, ma una preziosa risorsa da reinserire nel ciclo produttivo.
Vengono rafforzati i criteri di ecodesign, promuovendo la produzione di veicoli più facili da smontare, riparare e riciclare.
Componenti come acciaio, alluminio, rame e plastica diventano parte di una nuova catena del valore, trasformando la demolizione da punto finale a punto di partenza.
Il settore è pronto alla sfida della circolarità
Lorella Volpato, Vicepresidente di ADA (Associazione Demolitori Automotive), ha evidenziato come il settore della demolizione automobilistica stia già superando gli obiettivi normativi.
Le imprese hanno investito in tecnologia, tracciabilità e processi industriali, posizionandosi in prima linea per affrontare il nuovo scenario.
Il fine vita del veicolo non è più l’ultima tappa della filiera, ma il punto da cui riparte il valore.
Queste aziende, spesso piccole e medie, hanno subito un’importante evoluzione tecnologica.
Circolarità: progettata fin dall’inizio
Luca De Vita di ANFIA ha sottolineato l’importanza di progettare la circolarità fin dall’inizio.
Il regolamento introduce requisiti progressivi per il contenuto di plastica riciclata nei veicoli (15% entro sei anni, 25% entro dieci anni, con il 20% proveniente da riciclo a circuito chiuso di veicoli fuori uso).
La sfida per i costruttori è integrare la circolarità nella progettazione, pensando al recupero dei materiali già in fase di ideazione.
Il valore che non finisce mai: l’approccio stellantis-sustainera
Manuela Crippa di Stellantis-SUSTAINera ha illustrato come il “Design for Circular Economy” sia un processo operativo concreto.
L’azienda destina materiali e componenti a fine vita al riciclo a ciclo chiuso e al riutilizzo come ricambi originali usati.
Questi ricambi certificati offrono un risparmio significativo (fino al 70%) rispetto al nuovo, con notevoli benefici ambientali.
La fine di un veicolo, ha affermato Crippa, è l’inizio di un nuovo ciclo di valore.
I ricambi usati o rigenerati rappresentano una soluzione efficace per la disponibilità di pezzi di ricambio, soprattutto per i veicoli più datati.
Il mercato risponde positivamente alla transizione circolare
Rosaria Amodio e Romain Gougeon di GiPA Italia hanno presentato dati che dimostrano la fiducia del mercato nella transizione circolare.
In Francia, Paese pioniere, l’81% dei riparatori conosce i ricambi da economia circolare, e l’85% degli automobilisti reagisce positivamente a questa proposta.
La transizione circolare, per avere successo, deve generare fiducia tra riparatori, automobilisti e il mercato.
La legislazione francese, ad esempio, obbliga i riparatori a informare i consumatori sulla possibilità di utilizzare ricambi usati e rigenerati, promuovendo una maggiore familiarità con queste opzioni.
Dati e compliance: la base dell’economia circolare
Daniele Bresolin di Bresolin Spa ha evidenziato l’importanza della tecnologia e dei processi digitali per trasformare i rottami in risorse.
La mappatura del veicolo, dalla bonifica dei liquidi pericolosi alla gestione documentale, garantisce la conformità normativa e azzera i rischi.
L’economia circolare si costruisce su dati e una chiara visione di compliance, non solo sulla buona volontà.
Le imprese di autodemolizioni sono attori chiave in questa evoluzione, reclamando il loro ruolo di protagonisti nella filiera automotive.
Un nuovo inizio per l’intera filiera
Enrica Lazzarini di Autopromotec ha concluso i lavori, sottolineando come gli Autopromotec Dialogues siano un forum essenziale per discutere il futuro del settore.
Il messaggio unanime è che, nel nuovo contesto europeo, il fine vita del veicolo non è più una conclusione, ma l’inizio di una nuova catena del valore e un’opportunità di crescita per l’intera filiera.
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