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Xavi ct olanda: una storia bella e suggestiva, ma non tutto oro
L’ex tecnico del Barcellona, Xavi, è il nuovo commissario tecnico dell’Olanda, una notizia che ha generato grande discussione.
Il suo arrivo promette un ritorno al calcio totale olandese, ma la realtà è più complessa.
Xavi ct olanda non era la prima scelta della federazione, e dovrà affrontare la sfida di un gruppo di giocatori che potrebbero non sposare appieno la sua filosofia di gioco.
Il dilemma del dna olandese: tra pragmatismo e tradizione
Il passato: la “nuova scuola olandese” e il pragmatismo di van marwijk
Nel 2010, dopo la sconfitta nella finale mondiale contro la Spagna, la rivista “Hard Gras” titolò “La nuova scuola olandese”, mettendo in copertina l’intervento di Nigel de Jong su Xabi Alonso.
Quell’Olanda, vicecampione del mondo, era quasi imbarazzata dal proprio pragmatismo, che si era trasformato in ferocia nell’atto finale del torneo.
Nonostante il risultato storico, il dibattito sul “dna olandese” e sul calcio offensivo e spettacolare era già acceso.
La scelta di de jong: un ritorno alle origini o un azzardo?
Sedici anni dopo, Nigel de Jong, ora Director of Top-level Football della Federcalcio Olandese (KNVB), ha avuto il compito di scegliere il successore di Ronald Koeman.
Una situazione paradossale, considerando che De Jong era stato il simbolo della perdita del “dna olandese” agli occhi di molti, incluso Johan Cruijff.
La sua scelta è ricaduta su Xavi, un ex avversario in campo e, ironia della sorte, un simbolo di quella rivoluzione calcistica spagnola che affondava le radici proprio nella scuola olandese.
Xavi, con la sua filosofia basata sul possesso palla e sulla tecnica, rappresenta sulla carta un ritorno alle origini per il calcio Oranje.
Tra aspettative e realtà: le sfide di xavi in olanda
Una terza scelta e una federazione indecisa
Nonostante l’immagine positiva, Xavi è stata la terza scelta della KNVB.
La federazione ha impiegato 43 giorni per decidere, dopo che Arne Slot ha rifiutato l’incarico per ragioni economiche e Peter Bosz è stato scartato per motivi anagrafici.
Anche i nomi di Erik Ten Hag e Van Gaal, autocandidatisi, non sono stati presi in considerazione.
Michael Reiziger, inizialmente considerato, è stato poi scartato per la sua presunta mancanza di appeal e carisma.
La scelta di Xavi è emersa grazie a Jordi Cruijff, e rappresenta un tentativo di dare una direzione chiara a una federazione che in questi anni è apparsa spesso indecisa.
Il calcio fisarmonica e la sfida dei giocatori
Xavi, con la sua visione del “calcio fisarmonica” di Cruijff, basata sul movimento costante, l’allargamento e la chiusura degli spazi, e la circolazione di palla, sembra l’uomo giusto per riportare l’Olanda alle sue radici.
Tuttavia, come diceva Cruijff, “giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia”.
Questo concetto richiede ai giocatori non solo tecnica e disciplina, ma anche una profonda comprensione dello spazio e dei tempi.
Xavi dovrà trasmettere questa filosofia a un gruppo eterogeneo, che avrà a disposizione solo per brevi periodi durante le pause per le nazionali, e composto da giocatori abituati a stili di gioco diversi nei loro club.
L’eredità del barcellona e le prime scelte
L’esperienza di Xavi al Barcellona, seppur agrodolce, ha dimostrato la sua capacità di prendere decisioni difficili e di ottenere risultati in contesti complessi.
La vittoria del campionato con una squadra teoricamente inferiore al Real Madrid è un esempio significativo.
Le sue prime convocazioni per la nazionale olandese, con l’attenzione ai giovani talenti come Ruben van Bommel e Gjivai Zechiel, e l’esclusione di Memphis Depay in favore di Virgil Van Dijk, mostrano una volontà di rinnovamento e di scelte coraggiose.
Resta da vedere se il campo darà ragione a questa nuova avventura, ma per ora, l’arrivo di Xavi sembra aver portato un vento di speranza nel calcio olandese.
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