Timore stangata inverno - inflazione e prezzi energetici

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In Italia si registra un crescente timore stangata inverno, con l'inflazione che continua a salire. L'Istat ha rilevato un aumento del 5,4% su base annua ad ottobre, un livello non raggiunto da ottobre 2023. I prezzi dei beni energetici sono in forte crescita, con le tariffe del mercato regolamentato che passano dal +25,8% al 59,5%, mentre quelle del mercato libero aumentano dal +22,5% al +29,4%. Gli effetti del conflitto in Medio Oriente stanno influenzando i costi di elettricità, gas e carburanti a livello globale.

Aumenti per petrolio e gas

Il prezzo del Brent si mantiene intorno ai 113 dollari al barile, un massimo da maggio. Il gas sul mercato Ttf di Amsterdam ha superato i 104 euro al megawattora, un valore che non si vedeva dal 2022. Questa elevata volatilità sui mercati suggerisce che i prezzi di carburanti e bollette potrebbero continuare a salire, come spiegato da Simona Benedettini, CEO di Race Consulting. Questo scenario potrebbe avere ripercussioni su vari settori, dall'aviazione all'alimentare, fino all'intera economia.

Impatto sulle bollette elettriche

Nel trimestre finale dell'anno, la bolletta elettrica per circa tre milioni di clienti vulnerabili è aumentata del 37,3% rispetto al periodo luglio-settembre. Questo incremento è dovuto principalmente alle aspettative di prezzi all'ingrosso più elevati, con luglio che ha registrato il picco da marzo 2023. Il costo complessivo dell'energia elettrica per un consumo annuo di 2.700 kWh è di 42,2 euro, un dato simile a quello dei primi tre mesi del 2023. Chi ha un contratto a prezzo fisso potrebbe essere protetto da ulteriori rincari, ma l'entità degli aumenti dipenderà anche dalle temperature e dalla disponibilità di produzione elettrica rinnovabile.

Preoccupazioni per gli stoccaggi e i beni alimentari

Gli stoccaggi italiani di gas sono quasi al 92%, ma la situazione in Germania, con depositi in difficoltà e una domanda crescente, solleva preoccupazioni. Carlo Stagnaro, economista dell'Istituto Bruno Leoni, ha evidenziato che i livelli di stoccaggio nel Nord Europa sono ai minimi storici. L'Institute for Energy Economics and Financial Analysis stima che l'UE potrebbe dover ridurre la domanda di gas del 7% per l'inverno. Anche le scorte di greggio negli USA sono ai minimi dal 1983.

La Banca Mondiale prevede un aumento del 23% per i prezzi delle materie prime e del 32% per l'energia, con il petrolio che potrebbe raggiungere una media di 91 dollari al barile. Questo scenario potrebbe aggravare l'inflazione e l'insicurezza alimentare, ostacolando la crescita economica. Il food price index della FAO di settembre è ai livelli di novembre 2022, con un aumento del 18% per i cereali rispetto all'anno precedente. I blocchi logistici nel Mar Nero hanno fatto salire i prezzi del grano e del mais.

Anche gli oli vegetali sono in costante aumento da luglio 2022. Infine, i prezzi del jet fuel sono aumentati del 17,5% a settembre rispetto al mese precedente, e del 103,4% rispetto all'anno prima.

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