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Proxima fusion e la corsa alla fusione nucleare europea
Proxima Fusion sta intensificando il proprio impegno per la commercializzazione della fusione nucleare europea industrializza la sua ricerca.
L’azienda ha annunciato la creazione di un Industrial Development Board (IDB), un organo composto da figure di spicco provenienti dai settori energetico, industriale e tecnologico del continente.
Questo passo mira a trasformare la ricerca sulla fusione in una filiera industriale scalabile.
Fondata nel 2023 come spin-off del Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP) e guidata dall’italiano Francesco Sciortino, Proxima Fusion è in prima linea nello sviluppo di soluzioni innovative per l’energia del futuro.
Un board di esperti per l’industrializzazione
Il nuovo board include nomi di rilievo come Luc Rémont, ex CEO di EDF e Schneider Electric, Michael Bolle, ex CTO e CDO di Robert Bosch GmbH, Ann Mettler, già dirigente della Commissione Europea e vicepresidente europea di Breakthrough Energy, ed Erich Clementi, presidente del Supervisory Board di E.ON ed ex dirigente IBM.
Questo organismo strategico supporterà Proxima Fusion nel passaggio dalla fase di ricerca e sviluppo a quella di esecuzione industriale su larga scala.
Il suo ruolo sarà anche quello di facilitare i collegamenti con i partner industriali europei, contribuendo alla creazione di un ecosistema continentale dedicato alla tecnologia della fusione.
Stellarator: la tecnologia innovativa di proxima fusion
Proxima Fusion si concentra sullo sviluppo di reattori basati sulla configurazione stellarator.
Questa tecnologia rappresenta un’alternativa ai tradizionali tokamak utilizzati in molti progetti internazionali.
Gli stellarator impiegano campi magnetici complessi per confinare il plasma in modo stabile, superando alcune delle criticità operative dei tokamak, come la necessità di gestire elevate correnti nel plasma.
Dall’alpha a stellaris: la roadmap per l’energia pulita
La roadmap di Proxima Fusion prevede la realizzazione di Alpha, uno stellarator dimostrativo progettato per raggiungere un guadagno netto di energia nei primi anni del prossimo decennio.
Successivamente, è attesa Stellaris, indicata come la prima centrale commerciale di nuova generazione, prevista per la seconda metà degli anni 2030.
L’azienda sottolinea che la sfida non è più solo la validazione scientifica della fusione, ma soprattutto la capacità di industrializzare rapidamente tecnologie, supply chain e processi produttivi.
L’espansione dell’Alpha Alliance, una rete di partner industriali che ha già superato le 50 aziende aderenti, riflette questa strategia.
La creazione di una filiera europea della fusione è cruciale in un contesto globale di competizione per la leadership nelle future tecnologie energetiche, con Stati Uniti, Cina ed Europa in prima linea.
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