Gas serra ai massimi storici, effetti per secoli

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Le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto livelli record nel 2025, con anidride carbonica, metano e protossido di azoto che hanno segnato nuovi massimi. Questo aumento avrà conseguenze sul clima che si protrarranno per decenni e persino secoli. L'allarme è stato lanciato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), un'agenzia delle Nazioni Unite, tramite un rapporto pubblicato in vista della COP31, la conferenza sul clima che si terrà ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre.

Anidride carbonica oltre i livelli preindustriali

Secondo i dati dell'OMM, nel 2025 la concentrazione media globale di anidride carbonica ha toccato 426,8 parti per milione (ppm), pari al 153% del livello registrato nel 1750, prima dell'industrializzazione. Anche metano e protossido di azoto, altri gas responsabili del riscaldamento globale, hanno raggiunto valori senza precedenti. La crescita della CO2 è stata progressivamente più rapida: da un incremento medio annuo di 0,8 ppm negli anni Sessanta, si è passati a 2,4 ppm tra il 2011 e il 2020. Tra il 2024 e il 2025, la concentrazione globale di anidride carbonica è aumentata di altre 2,8 ppm.

Effetti a lungo termine dei gas serra

Il rapporto evidenzia che gli ultimi undici anni sono stati i più caldi mai registrati e questa tendenza è destinata a continuare, poiché l'accumulo di gas serra intrappola sempre più calore nell'atmosfera. Ko Barrett, segretario generale aggiunto dell'OMM, ha sottolineato come l'aumento dei gas serra alimenti fenomeni meteorologici estremi, aggravando i rischi per le società e le economie. L'anidride carbonica, in particolare, continuerà a influenzare il clima globale per decenni e secoli, anche in caso di riduzione delle emissioni.

Aumento del forzante radiativo

Tra il 1990 e il 2025, il forzante radiativo prodotto dai gas serra a lunga permanenza atmosferica è aumentato del 56%. Questo indice misura l'effetto con cui queste sostanze modificano il bilancio energetico terrestre, contribuendo al riscaldamento. L'anidride carbonica ha contribuito per circa l'81% a questo incremento, confermandosi il principale fattore responsabile. La riduzione della CO2 è quindi cruciale nelle strategie di contrasto al cambiamento climatico.

Nuove sfide nella transizione energetica

Mentre i Paesi lavorano per ridurre le emissioni, l'OMM invita a monitorare attentamente anche l'idrogeno molecolare (H2) e l'esafluoruro di zolfo (SF6), sostanze legate alla produzione e distribuzione di energia elettrica, le cui concentrazioni sono in aumento. La dispersione di idrogeno e la persistenza atmosferica dell'esafluoruro di zolfo potrebbero compromettere i benefici della transizione energetica, rendendo necessario un monitoraggio accurato. I nuovi record del 2025 indicano che la concentrazione dei principali gas serra non ha ancora invertito la tendenza.

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Di Pablo