Google e l'AI mode - meno ricavi dalla ricerca generativa

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Google sta affrontando una sfida significativa con la sua intelligenza artificiale, in particolare con la funzionalità Google AI mode. Sebbene l'AI mode sia progettata per rispondere a domande complesse, sta mostrando un rendimento economico inferiore rispetto alla ricerca tradizionale, mettendo sotto pressione il modello di business pubblicitario di Alphabet, la casa madre di Google. I risultati finanziari del terzo trimestre 2026 hanno evidenziato una crescita dei ricavi della ricerca inferiore alle attese, mentre gli investimenti nell'AI continuano a essere ingenti.

Il dilemma della monetizzazione con Google AI mode

I dirigenti di Alphabet hanno ammesso che le ricerche tramite Google AI mode generano meno entrate pubblicitarie rispetto alla ricerca classica. Il modello economico di Google si è storicamente basato sulla pubblicità legata alle ricerche, con annunci pertinenti remunerati spesso tramite il costo per clic. L'AI mode, che offre risposte articolate combinando informazioni da diverse fonti web, modifica il modo in cui gli utenti interagiscono con il motore di ricerca, riducendo potenzialmente i clic sui siti esterni e, di conseguenza, le opportunità pubblicitarie.

Crescita delle ricerche ma ricavi inferiori

Google Search ha generato circa 63,4 miliardi di dollari nel trimestre, con una crescita del 12% su base annua, ma al di sotto delle aspettative degli analisti. Philipp Schindler, Chief Business Officer di Google, ha riconosciuto che l'aumento delle interrogazioni tramite Google AI mode ha contribuito al rallentamento dei ricavi, a causa della sua minore monetizzazione. Altri fattori citati includono le fluttuazioni valutarie e i cambiamenti nella spesa pubblicitaria in alcuni settori. Nonostante ciò, il numero complessivo delle ricerche continua a crescere, raggiungendo il tasso di crescita annuale più elevato degli ultimi cinque anni.

La cannibalizzazione e i costi tecnici dell'AI

L'AI mode rischia di cannibalizzare la ricerca tradizionale: fornendo risposte complete direttamente nell'interfaccia di Google, diminuisce la necessità per gli utenti di visitare siti esterni. Questo fenomeno potrebbe ridurre il traffico verso gli editori e modificare le opportunità pubblicitarie. Inoltre, le risposte generative aumentano il carico computazionale per Google, richiedendo infrastrutture e hardware avanzati, come le Tensor Processing Unit (TPU). Le richieste in AI mode sono mediamente più lunghe e spesso includono voce, immagini o documenti, aumentando la complessità tecnica.

Strategie future per l'AI mode

Google non intende rallentare lo sviluppo della ricerca generativa. L'azienda ha annunciato l'espansione internazionale degli annunci all'interno di Google AI mode e l'introduzione di pubblicità multi-turno, capaci di adattarsi alle diverse fasi di una conversazione. L'obiettivo è sfruttare l'intenzione progressiva dell'utente per mostrare offerte sempre più pertinenti. Google sta anche lavorando su esperienze di acquisto assistite da agenti AI.

L'azienda sta inoltre implementando modifiche per rendere più evidenti i collegamenti alle fonti originali nelle risposte AI, riconoscendo l'importanza di valorizzare i contenuti degli editori.

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