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La profonda iraq calcio passione mondiale: un’analisi del CT graham arnold
L’Iraq calcio passione mondiale è un fenomeno che affascina e sorprende, come testimoniato dal commissario tecnico della nazionale, Graham Arnold.
Nonostante l’immagine comune dell’Iraq sia spesso associata a Baghdad, alla sua ricca cultura millenaria, al deserto e ai fiumi Tigri ed Eufrate, e purtroppo anche alle tensioni politiche, il calcio gioca un ruolo tutt’altro che secondario nella vita del popolo iracheno.
Arnold, un allenatore australiano con un passato alla guida dei Socceroos (la nazionale australiana) tra il 2018 e il 2024, ha raccontato di non aver mai riscontrato un’intensità di passione calcistica simile in nessun altro paese.
Al suo arrivo in Iraq, prima di accettare l’incarico, non aveva mai visitato la nazione, ma è rimasto profondamente colpito dall’entusiasmo e dalla dedizione degli iracheni verso questo sport.
Il calcio come motore sociale e culturale in iraq
Secondo le dichiarazioni di Arnold alla CBS Sports, l’amore per il calcio in Iraq raggiunge livelli inimmaginabili.
Le partite più importanti, come quelle che vedono protagoniste Barcellona e Real Madrid nel “Clásico”, vengono addirittura percepite come giorni di festa nazionale, con la possibilità di lavorare solo mezza giornata per seguire gli eventi sportivi.
Questo sottolinea come il calcio non sia solo un passatempo, ma un vero e proprio elemento aggregante e identitario per la popolazione.
Il CT ha condiviso questa osservazione anche con Gianni Infantino, presidente della FIFA, evidenziando come in Iraq non esistano altri sport con un seguito paragonabile.
La televisione locale trasmette costantemente i principali campionati europei, dimostrando una fame insaziabile di calcio internazionale.
La partecipazione dell’iraq ai mondiali e l’impatto sul paese
La nazionale irachena ha recentemente partecipato ai mondiali, un evento di portata storica, dato che l’Iraq non gareggiava in questa competizione da 40 anni, dall’edizione di Messico ’86.
Nonostante le prime due sconfitte contro squadre di calibro come Norvegia e Francia, l’atmosfera nel paese rimane di grande festa.
L’incontro imminente con il Senegal rappresenta un’opportunità per l’Iraq di avanzare ai sedicesimi come migliore terza, una missione ardua ma non impossibile.
La semplice partecipazione ai mondiali ha generato un’ondata di euforia e orgoglio nazionale.
Arnold ha espresso la sua incredulità riguardo all’entusiasmo che deve aver regnato a Baghdad durante le prime partite e che si prevede per gli incontri futuri.
Ha descritto gli iracheni come “fanatici” del calcio, la cui passione, sebbene metta pressione sui giocatori, è stata fondamentale per la qualificazione al mondiale.
Questa partecipazione va oltre il semplice risultato sportivo; rappresenta un’occasione per un’intera nazione e un popolo ossessionato dal calcio di celebrare e unificarsi, un evento forse ancora più sentito del “Clásico” stesso.
Il ruolo del CT e la scoperta di una passione inattesa
L’esperienza di Graham Arnold come CT dell’Iraq è un esempio lampante di come il calcio possa trascendere le barriere culturali e geografiche.
La sua testimonianza evidenzia una realtà poco conosciuta al di fuori dei confini iracheni: la profondità e l’intensità con cui il calcio viene vissuto.
La sua sorpresa e il suo entusiasmo per questa scoperta offrono uno spaccato unico sulla cultura sportiva irachena, rivelando un paese dove il pallone è molto più di un gioco, ma una vera e propria ossessione collettiva che unisce e dà speranza.
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