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La memoria viva festival adolescenti, “La Resistente – Festival della memoria e della Liberazione” di Roma, giunge alla sua quarta edizione con una significativa innovazione: affidare il racconto e il dialogo a bambine, bambini e adolescenti.

L’iniziativa, promossa dal Museo storico della Liberazione in collaborazione con A.G.

Di Donato e con la direzione artistica di Susanna Nicchiarelli, si terrà in Via Tasso, un luogo simbolo della Resistenza italiana, dal 4 al 7 giugno 2026.

Questo approccio inedito mira a trasformare la memoria da semplice conservazione a spazio vivo e condiviso, stimolando una riflessione profonda attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.

Il ruolo centrale delle nuove generazioni nel festival

Per la prima volta, i giovani under 18 saranno attivamente coinvolti in ogni aspetto del festival.

Condurranno presentazioni editoriali, dialogheranno con i cast dei film in programma e guideranno il pubblico nelle visite al Museo.

Questo percorso è stato sviluppato in collaborazione con l’Associazione Genitori Di Donato e le scuole locali.

Susanna Nicchiarelli, curatrice dell’edizione, sottolinea l’importanza di questo cambiamento: “Ho scelto di affidare il Festival alle nuove generazioni perché la memoria è un terreno vivo da attraversare e interrogare.

Le ragazze e i ragazzi sono parte attiva di questo processo, e il loro sguardo ci obbliga a porre domande nuove anche alle storie che pensiamo di conoscere.” L’evento si propone come un’occasione unica per esplorare la storia della Resistenza attraverso nuove prospettive.

Un programma ricco tra cinema e storia

Il programma del festival si articola in quattro giornate dense di incontri, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, visite guidate e momenti di approfondimento.

Il Festival mantiene la sua dimensione interdisciplinare, consolidandosi come uno spazio riconosciuto di riflessione civile.

Accanto alla ricerca storica e al racconto letterario, il linguaggio audiovisivo assume un ruolo cruciale.

Sarà proiettato “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, scelto per la sua capacità di comunicare con un pubblico giovane su tematiche storiche e politiche.

Questa scelta celebra anche il significativo ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne in Italia, un evento che nel 1946 ha ridefinito il concetto di cittadinanza e partecipazione.

Narrazioni contemporanee per una memoria condivisa

In aggiunta al film di Cortellesi, la serie “Fuochi d’artificio” di Susanna Nicchiarelli amplifica questa prospettiva, proponendo una narrazione che intercetta il linguaggio e la sensibilità delle nuove generazioni.

Attraverso il racconto per immagini, la serie stimola una riflessione sulla guerra di Liberazione, sui diritti e sulla costruzione della cittadinanza.

Le proiezioni diventeranno occasioni di confronto diretto, con i ragazzi e le ragazze coinvolti nel progetto che dialogheranno con gli attori e le attrici dei cast.

Un aspetto particolarmente innovativo è l’affidamento delle visite guidate del Museo storico della Liberazione agli adolescenti stessi.

Questo gesto trasforma il museo da luogo di conservazione a spazio attivo di trasmissione, dove la memoria viene riletta, tradotta e restituita da chi vive il presente.

Empatia e partecipazione giovanile

“In questo processo”, aggiunge Nicchiarelli, “l’empatia diventa una leva centrale: quando le persone riescono a riconoscersi nelle storie, queste smettono di apparire lontane, e diventano materia viva. È in questo scarto che la memoria si trasforma in esperienza personale e condivisa.” Affidando la parola alle nuove generazioni, il festival riconosce nei ragazzi e nelle ragazze non solo il pubblico di domani, ma veri e propri soggetti culturali e politici del presente.

Eventi e appuntamenti da non perdere

Tra gli eventi in programma, oltre alle visite guidate al Museo, ci saranno presentazioni di libri curate da Rosaria Marracino, laboratori musicali con Anonima Frottolisti, workshop di scrittura creativa con Andrea Bouchard e una speciale passeggiata domenicale al Casino Giustiniani Massimo al Laterano.

Gli appuntamenti si svolgeranno negli spazi interni ed esterni del museo e culmineranno con proiezioni serali gratuite aperte alla cittadinanza, con la partecipazione di attori e attrici protagonisti.

Roberto Balzani, Presidente del Museo storico della Liberazione, conclude: “Nel luogo che testimonia e racconta la violenza dell’occupazione nazista e la lotta per la Liberazione, la memoria diventa, grazie al Festival, esperienza condivisa e attraversamento generazionale, capace di costruire un ponte e mettere in relazione passato e presente.” L’identità visiva di questa edizione è opera di Luisa Montalto.

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Di Claudia

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