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Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Fendi, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sulla visione della moda non più solitaria, sottolineando come l’industria sia diventata un campo di collaborazione globale.
Il suo lavoro si svolge in team, composti da uomini e donne, distribuiti in diverse parti del mondo.
Questa prospettiva è maturata nel tempo, come testimonia un’esperienza significativa risalente al 1992, quando, lavorando per Fendi, fu inviata in India per verificare la presenza di sfruttamento minorile nei laboratori.
Contrariamente alle aspettative, trovò uomini adulti con decenni di esperienza e grande maestria, dimostrando come la moda, al di fuori della cultura occidentale, non sia legata unicamente al mondo femminile e sia libera da divisioni sessiste.
Chiuri evidenzia come le eccellenze possano emergere in ogni paese, superando i confini tradizionali.
La visione di maria grazia chiuri e l’incontro “subculture, corpo e moda”
L’occasione per queste importanti riflessioni è stata la rassegna “Forma”, dedicata agli studenti delle accademie di moda, tenutasi nell’Auditorium della Nuvola a Roma.
Durante il talk intitolato “Subculture, corpo e moda”, Maria Grazia Chiuri si è rivolta a un pubblico di studenti, condividendo la sua esperienza e la sua visione.
L’incontro ha visto la partecipazione di figure di spicco come la teorica della moda Maria Luisa Frisa, la scrittrice Chiara Valerio in veste di conduttrice, e la storica Domitilla Dardi.
Collaborazione internazionale e empowerment femminile
Un momento centrale del dialogo è stato lo scambio con Karishma Swali, presidente della Chanakya Foundation e direttrice creativa della Chanakya School of Craft.
Questa istituzione, con sedi a Mumbai e Bologna, è una rinomata maison tessile e di ricamo che si dedica alla conservazione e promozione delle tecniche artigianali e del savoir-faire indiano.
La Chanakya School of Craft si distingue anche per il suo impegno nell’emancipazione delle donne a basso reddito, offrendo loro opportunità di formazione e lavoro.
Fondata oltre 40 anni fa dal padre di Karishma, la scuola ha assunto l’attuale denominazione e missione nel 2016 sotto la guida di Karishma stessa, con il supporto e la visione di Chiuri, allora direttrice creativa della collezione donna di Dior.
Karishma Swali ha precisato che la Chanakya School of Craft non si limita a riunire centinaia di scuole sartoriali indiane, ma è un centro di creazione di nuove prospettive e opportunità.
Una volta completata la formazione, le donne possono scegliere il proprio percorso professionale, sia che si tratti di lavorare in atelier misti, collaborare con artisti internazionali o specializzarsi come sarte.
La complessità della moda contemporanea e l’importanza delle relazioni
Alla domanda su come fare moda oggi, Chiuri ha risposto che l’industria è diventata estremamente complessa, variando a seconda dei brand e dei gruppi con cui si collabora.
Per lei, la chiave del successo è stata tessere relazioni significative e dedicarsi alla lettura, elementi fondamentali per acquisire consapevolezza nel proprio lavoro.
Domitilla Dardi ha aggiunto che Chiuri l’ha invitata proprio per l’interesse suscitato dal suo libro “Cucire Universi”, edito da Einaudi, che esplora l’origine di certi preconcetti.
Dardi ha evidenziato come, nella cultura occidentale, pittura e scultura siano spesso considerate arti maggiori, mentre cucito e ricamo sono relegati a hobby femminili.
Tuttavia, questa visione è estranea ad altre culture, come quella giapponese, dove il kimono, e non la casa, rappresenta il vero “abitare del corpo”.
Ancora oggi, si riscontrano discriminazioni verso gli uomini che desiderano intraprendere queste professioni, un errore culturale che relega la moda a una subcultura femminile.