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Mondiali: i break di metà tempo non piacciono
Prima dei mondiali di calcio, si è dibattuto a lungo sul tema del caldo e dei repentini cambiamenti climatici negli stadi che ospitano le partite, specialmente negli USA.
Per questo motivo, l’introduzione dei break di metà tempo, definiti hydration break dalla FIFA, per consentire ai giocatori di idratarsi e rinfrescarsi, sembrava una scelta logica e necessaria.
Tuttavia, emerge che questi mondiali break metà tempo non riscontrano il favore di molti.
Le lamentele di ex giocatori e allenatori
Le critiche non si sono fatte attendere, sia da parte di ex giocatori che di allenatori.
L’interruzione del gioco è diventata obbligatoria per tutte le partite, indipendentemente dalle temperature effettive.
Un esempio è la partita Stati Uniti-Paraguay a Los Angeles, giocata con 24 gradi e il 68% di umidità, condizioni normali per una partita di calcio.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, l’ex nazionale americano Alexi Lalas ha ironizzato sui social media, paragonando la pausa a quelle degli sport americani.
Anche l’ex campionessa del mondo americana Carli Lloyd ha espresso il suo disappunto, scrivendo “La odio” su X.
Anche il commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, ha manifestato perplessità, dichiarando di accettare queste pause solo in condizioni climatiche estreme. È interessante notare che lo stesso Pochettino era stato al centro di una polemica per aver utilizzato un computer portatile durante un hydration break in un’amichevole pre-Mondiale per dare indicazioni tattiche ai suoi giocatori.
La gestione televisiva delle pause e le implicazioni commerciali
Il malcontento non riguarda solo l’interruzione del gioco, ma anche la gestione televisiva di queste pause.
Emittenti come Fox, Dazn e TVE hanno approfittato delle interruzioni per trasmettere spot pubblicitari.
Nel match inaugurale, un problema di sincronizzazione ha causato la perdita di alcuni secondi di azione per gli spettatori americani.
Sembra che la FIFA abbia presentato questa novità proprio in un incontro con i broadcaster internazionali, fornendo una guida operativa su come sfruttare le nuove finestre temporali per l’inserimento di messaggi pubblicitari, oltre alle motivazioni legate al benessere degli atleti.
Con il progredire delle partite, le emittenti hanno affinato il coordinamento.
Tuttavia, si sono viste scene insolite, con giocatori fermi in campo in attesa della fine degli spazi commerciali.
Questo è stato particolarmente evidente negli stadi coperti di Los Angeles e Atlanta, dove le condizioni ambientali non giustificano pause prolungate per l’idratazione.
L’introduzione di queste soste obbligatorie sta anche alterando le abitudini del pubblico sugli spalti, con code ai bar e ai bagni e seggiolini temporaneamente vuoti.
Questi fenomeni rafforzano l’idea che il calcio si stia sempre più avvicinando ai modelli sportivi nordamericani, caratterizzati da frequenti interruzioni e da una crescente integrazione tra lo spettacolo sportivo e gli interessi commerciali.
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