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Samsung: azioni volano, disaccordo interno esplode sulla produzione
Le azioni Samsung volano in borsa, ma un profondo disaccordo interno esplode all’interno dell’azienda, mettendo a rischio la produzione e la sua impressionante capitalizzazione di mercato.
La disputa tra Samsung e i suoi dipendenti, rappresentati dai sindacati, si concentra principalmente sull’assegnazione dei bonus di produzione.
Nonostante l’azienda ritenga di essere vicina a un’intesa, la realtà sembra indicare una distanza significativa tra le parti.
La questione dei bonus di produzione
Il fulcro della contesa riguarda i bonus di produzione.
I dipendenti di aziende concorrenti, come SK Hynix, hanno ottenuto premi significativamente più vantaggiosi, condizioni che Samsung sembra riluttante a concedere.
Questa situazione si scontra con la capitalizzazione record dell’azienda, che ha superato il trilione di dollari, generando frustrazione tra i lavoratori.
Samsung e il sindacato sarebbero vicini a un accordo che prevede l’assegnazione ai dipendenti del 13% degli utili operativi della divisione chip, una quota che corrisponde a circa 340.000 dollari per lavoratore.
Tuttavia, il problema riguarda la durata di questa intesa.
Samsung propone questa cifra come pagamento straordinario una tantum, mentre il sindacato richiede che il bonus sia inserito stabilmente nell’accordo come beneficio annuale garantito.
Proteste e possibili scenari di sciopero
La protesta ha assunto dimensioni nazionali, con oltre 30.000 lavoratori Samsung scesi in piazza a fine aprile.
L’obiettivo è ottenere una quota maggiore dei profitti generati dall’espansione dell’infrastruttura AI, un settore che sta spingendo in alto la domanda di memoria avanzata e chip per data center, garantendo profitti record ai produttori di memoria.
Il confronto con SK Hynix è un fattore determinante: i dipendenti del concorrente hanno ricevuto bonus di circa 477.000 dollari quest’anno, con una previsione di quasi 900.000 dollari per il prossimo anno, oltre a una garanzia decennale del premio.
I lavoratori Samsung ritengono insufficiente l’offerta attuale, specialmente considerando le dimensioni del gruppo rispetto a SK Hynix.
La richiesta iniziale comprendeva il 15% degli utili operativi, l’eliminazione del tetto massimo del 50% sui bonus e un aumento salariale del 7%.
La controproposta dell’azienda si era fermata al 10%, con incremento salariale del 6,2% e benefici aggiuntivi come condizioni agevolate sui mutui.
Il compromesso sul 13% sembra ora realistico, ma senza un accordo sulla continuità annuale, la possibilità di uno sciopero generale dal 21 maggio al 7 giugno rimane concreta.
Una paralisi di 18 giorni potrebbe avere ripercussioni per circa 30 miliardi di dollari.
Già una singola protesta ad aprile ha causato un calo produttivo del 58% durante un turno.
Impatto economico e competitivo
Secondo le stime del professor Kwon Seok-joon della Sungkyunkwan University, un blocco prolungato potrebbe tradursi in perdite dirette comprese tra 6,9 miliardi di dollari e 11,7 miliardi di dollari, con danni indiretti ancora superiori.
Oltre all’impatto economico immediato, Samsung rischierebbe anche sul piano competitivo, soprattutto nella corsa agli HBM4, un segmento cruciale per il mercato AI dove la concorrenza tra i principali produttori di memoria è serrata.
Complessità strutturali e tensioni interne
La situazione appare più complessa per Samsung rispetto a SK Hynix anche per ragioni strutturali.
La divisione semiconduttori Samsung opera all’interno di Samsung Electronics, che fa parte del più ampio Samsung Group.
Questo significa che un forte incremento dei bonus nella sola area chip potrebbe creare tensioni con altre divisioni, come smartphone, TV ed elettrodomestici, che invece devono confrontarsi con margini più ridotti e costi elevati.
Non a caso, una sigla sindacale minore, composta soprattutto da dipendenti di questi comparti, avrebbe già abbandonato il piano di sciopero congiunto.
Samsung si trova quindi davanti a una decisione estremamente complessa che coinvolge l’intera struttura aziendale e non solo la divisione dedicata alle memorie.