ADSENSE
|
Questo post é stato letto 70 volte!
La scoperta dell’origine delle cellule complesse grazie al supercomputer
Un nuovo sguardo sull’evoluzione cellulare
La ricerca scientifica ha recentemente fatto luce sull’origine delle cellule complesse, un processo che si è rivelato più intricato e collaborativo di quanto si pensasse in precedenza.
Grazie all’impiego di un supercomputer, gli scienziati hanno potuto analizzare vasti set di dati genomici, rivelando che l’origine delle cellule complesse è il risultato di alleanze tra antichi microrganismi, inclusi virus giganti.
Questo studio suggerisce che il percorso evolutivo verso la complessità cellulare è stato un processo graduale e prolungato, distaccandosi dall’idea di un singolo evento decisivo.
Il ruolo cruciale del mitocondrio e nuove prospettive
L’acquisizione del mitocondrio è stata a lungo considerata il punto di svolta fondamentale nell’evoluzione delle cellule complesse.
Si riteneva che una cellula ospite appartenente al dominio degli archei avesse stabilito una relazione simbiotica con un batterio, evolutosi poi nel mitocondrio, aprendo così la strada alla complessità cellulare.
Sebbene il nuovo studio non neghi l’importanza centrale del mitocondrio, propone una visione più ampia, indicando che l’origine delle cellule complesse è stata un processo più esteso, graduale e frutto di collaborazioni.
Le evidenze molecolari suggeriscono il coinvolgimento di batteri come i Myxococcota e i Planctomycetota, oltre a virus giganti come i Nucleocytoviricota.
La potenza di calcolo al servizio della biodiversità
I ricercatori hanno sfruttato la straordinaria potenza di calcolo del supercomputer MareNostrum per analizzare dati genomici pubblici che comprendono l’intera biodiversità.
Questa analisi ha permesso di ricostruire il repertorio di famiglie di geni e proteine dell’ultimo antenato comune di tutti gli eucarioti, noto come ‘Leca’ (Last Eukaryotic Common Ancestor).
Successivamente, l’origine evolutiva del Leca è stata esaminata confrontando queste famiglie con database contenenti decine di migliaia di genomi di batteri, archea e virus.
Svelare segnali invisibili con modelli matematici
Dopo oltre cinque anni di lavoro, impiegando complessi modelli matematici ed elaborando immense quantità di sequenze genomiche, il team di ricerca è riuscito a individuare segnali che altrimenti sarebbero rimasti inaccessibili.
Questa metodologia avanzata ha permesso di tracciare le intricate relazioni e le alleanze che hanno portato alla formazione delle cellule complesse, fornendo una comprensione più approfondita dei meccanismi evolutivi che hanno plasmato la vita sulla Terra.
La ricerca continua a dimostrare il valore dell’innovazione tecnologica nella comprensione dei misteri della biologia.
Questo post é stato letto 70 volte!