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Telespazio: messaggi ragazzi nello spazio e l’esperimento moon-bounce

Un’iniziativa innovativa ha permesso a giovani studenti di inviare messaggi ragazzi nello spazio, stimolando la creatività e le competenze digitali.

Questo progetto, che ha coinvolto il Centro spaziale del Lario, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, insieme a Digit, Amsat Italia e l’Università degli Studi dell’Aquila, ha offerto ai ragazzi l’opportunità unica di comunicare con potenziali civiltà extraterrestri.

L’ispirazione è venuta dal celebre messaggio di Arecibo del 1974, un crittogramma inviato nello spazio dal radiotelescopio portoricano.

Sviluppo del pensiero computazionale e competenze digitali

Maura Sandri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha sottolineato l’importanza del progetto nel promuovere il pensiero computazionale e le competenze digitali.

I partecipanti hanno dovuto tradurre le loro idee, che spaziavano dalla matematica all’arte, dalla fisica all’astronomia, dalla chimica alla biologia e alla musica, utilizzando la codifica run-length encoding e il sistema binario.

Alcuni hanno creato pittogrammi artistici con la pixel art, mentre altri hanno inserito informazioni quantitative codificate in binario.

Questo processo ha non solo sviluppato lo spirito critico dei ragazzi, ma ha anche contribuito alla divulgazione dell’astronomia e alla meraviglia per l’universo e la vita che potrebbe ospitare.

L’antenna utilizzata per la trasmissione, LARIO 1, è una parabolica di 32 metri di diametro.

Ha inviato una serie di impulsi radio che, a seconda della loro frequenza, rappresentavano un pixel nero (bit 0) o un pixel bianco (bit 1), trasformando così i messaggi dei ragazzi in segnali cosmici.

L’esperimento di moon-bounce

Oltre all’invio dei messaggi, Telespazio ha condotto un affascinante esperimento di Moon-Bounce.

Un segnale radio è stato indirizzato verso la Luna e, una volta riflesso dalla sua superficie, è stato rinviato verso la Terra.

Questo segnale è stato ricevuto da un’antenna situata presso il Centro spaziale del Fucino, in Abruzzo, dimostrando la possibilità di utilizzare la Luna come riflettore naturale per le comunicazioni.

Questo esperimento evidenzia le capacità tecnologiche e l’innovazione nel campo delle comunicazioni spaziali.

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