Gap di genere nell’IA: il 70% dei programmatori sono uomini
Il 70% degli sviluppatori di IA sono uomini: il gap di genere limita l’innovazione. GenS promuove più donne in STEM, chatbot e modelli linguistici inclusivi.
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Il settore dell’intelligenza artificiale mostra ancora un forte squilibrio di genere secondo l’ultima indagine dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Circa il 70% degli sviluppatori di software per l’IA sono uomini, mentre solo il 30% delle donne ricopre ruoli di progettazione e sviluppo di modelli linguistici e chatbot. Questa disparità si riflette direttamente nei risultati dei sistemi, che spesso incorporano bias e pregiudizi dovuti alla scarsa presenza femminile nei team di sviluppo.
Alessandra Cravetto, founder della community GenS, sottolinea che le donne sono già il doppio più a rischio di perdere il lavoro rispetto agli uomini a causa dell’automazione di mansioni tradizionalmente femminili, come segretariato e amministrazione. Per contrastare questo trend, GenS punta a valorizzare il contributo femminile nelle materie STEM, combattendo gli stereotipi che allontanano le ragazze dalle discipline scientifiche. In Italia solo il 18% delle laureate sceglie un percorso Stem, contro il 26% medio europeo, e Confindustria stima un fabbisogno di oltre due milioni di nuovi occupati in questi ambiti nei prossimi cinque anni.
L’iniziativa GenS organizza format teatrali nelle scuole e nei festival, dove divulgatrici raccontano le storie di scienziate spesso dimenticate, come Ada Byron Lovelace e Fatima al-Fihri, fondatrice della più antica università al-Qarawiyyin di Fès. Questi spettacoli intendono offrire modelli di riferimento sia per





