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Età e tumori: nuovi indizi dai topi anziani sul melanoma

Un recente studio pubblicato su Cancer Research ha evidenziato il ruolo cruciale dell’invecchiamento nello sviluppo dei tumori, concentrandosi in particolare sul melanoma.

I ricercatori del Fox Chase Cancer Center hanno osservato che meno del 10% degli esperimenti oncologici sui topi utilizza animali anziani, mentre la maggior parte si basa su esemplari giovani, equivalenti a umani di circa vent’anni.

Questa discrepanza potrebbe spiegare perché molti farmaci promettenti nei modelli murini falliscono poi nelle prove sull’uomo.

Gli scienziati, guidati da Mitchell Fane, hanno analizzato il comportamento delle cellule T gamma delta, cellule immunitarie che agiscono come sentinelle precoci contro la diffusione del cancro.

Nei topi molto giovani e negli animali molto anziani il numero di queste cellule protettive è elevato, favorendo una risposta tumorale più contenuta o latente.

Al contrario, nei topi di mezza età le cellule T gamma delta sono scarse, permettendo al melanoma di proliferare con maggiore facilità.

Inoltre, con l’avanzare dell’età le cellule tumorali acquisiscono la capacità di indebolire attivamente il sistema immunitario, un fenomeno poco osservato nei soggetti più giovani.

Questi risultati suggeriscono che una migliore comprensione dei meccanismi legati all’età potrebbe guidare lo sviluppo di trattamenti più mirati e efficaci per i pazienti anziani, migliorando le prospettive di sopravvivenza e riducendo il rischio di recidiva.

La ricerca apre nuove prospettive per l’immunoterapia personalizzata, tenendo conto delle variazioni immunitarie legate all’invecchiamento.

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