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Mondiali: la francia sulle barricate contro rajoy, nessuno è straniero

La nazionale francese di calcio, attuale protagonista dei mondiali, si trova al centro di un dibattito politico internazionale.

La francia sulle barricate contro rajoy, nessuno è straniero, a seguito delle dichiarazioni dell’ex primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, che ha sollevato polemiche sulla composizione multiculturale dei Bleus.

Questo episodio si inserisce in un contesto di attacchi simili, mirati a destabilizzare una squadra che sta dimostrando una forza in campo quasi inarrestabile, con 16 reti segnate, solo due subite e sei vittorie su sei partite disputate.

Le origini della polemica e le reazioni francesi

Le critiche non sono una novità per la Francia.

Già in passato, dopo la partita contro il Paraguay, l’ex portiere Chilavert aveva definito la squadra come “una formazione africana”, e la senatrice Celeste Amarilla aveva etichettato Mbappé come un “camerunese colonizzato”.

Tuttavia, l’attacco di Rajoy, figura di spicco della politica europea, ha scatenato una reazione ben più energica.

La risposta decisa della politica francese

L’ambasciata francese a Madrid ha prontamente replicato, sottolineando che “tutti i giocatori della nazionale francese sono francesi”, e che dei 26 atleti, 23 sono nati in Francia, mentre i tre nati all’estero sono anch’essi cittadini francesi a tutti gli effetti.

Il segretario del Partito socialista, Olivier Faure, ha ribadito che la Francia “non è una nazione etnica, non ha un colore della pelle o una religione”, ma piuttosto “una nazione politica riunita attorno al motto repubblicano”, condannando apertamente il “razzismo” implicito nelle dichiarazioni.

Anche il leader del Partito comunista francese, Fabien Roussel, ha denunciato un “razzismo sordido” volto a innervosire la squadra.

Dal governo, la ministra dell’Oltremare Naima Moutchou ha parlato di “odio metodico e banalizzato”, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha definito l’affermazione “assolutamente inaccettabile”.

La solidarietà spagnola e le ambizioni di deschamps

Inaspettatamente, il governo socialista spagnolo si è schierato a fianco dei francesi.

Il successore di Rajoy, Pedro Sanchez, ha dichiarato che la Spagna non appartiene “a coloro che la disonorano con dichiarazioni xenofobe”, e il suo ministro dei Trasporti, Oscar Puente, ha bollato le parole di Rajoy come quelle di un “idiota post-franchista”.

Il percorso di deschamps verso la storia

Sul fronte sportivo, le prossime due partite segneranno la fine dell’era di Didier Deschamps come commissario tecnico.

Se la Francia dovesse battere la Spagna, Deschamps diventerebbe il primo allenatore nella storia a raggiungere tre finali mondiali consecutive.

Avendo già centrato l’obiettivo minimo delle semifinali, il due volte campione del mondo (una da giocatore, una da allenatore) punta a eguagliare Vittorio Pozzo, l’unico ad aver alzato la coppa per due volte come tecnico.

Deschamps ha rivoluzionato il sistema di gioco, puntando su un attacco spumeggiante con giocatori del calibro di Mbappé, Dembélé, Olise e la staffetta Doué-Barcolà, dimostrando che un’offensiva travolgente può superare qualsiasi pregiudizio.

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