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La questione dei data center in Italia sta diventando sempre più rilevante, alimentando preoccupazioni simili a quelle emerse negli Stati Uniti. I timori principali riguardano il consumo di risorse come acqua ed energia, oltre alla limitata creazione di posti di lavoro. Sebbene non esistano dati univoci, si stima che in Italia siano presenti circa 270 data center, con ulteriori 83 in fase di realizzazione. A livello globale, tra il 2020 e il 2025, la capacità installata è aumentata del 90%, e i consumi elettrici dell'80%.
La situazione dei data center in Italia
In Italia, circa il 40% dei data center si trova in Lombardia, con una capacità installata che a fine 2025 ha superato i 600 MW, più del doppio rispetto al 2020. L'area di Milano, in particolare, concentra circa 414 MW. Le previsioni indicano un ulteriore aumento della capacità entro il 2030, che potrebbe raggiungere tra 0,9 e 1,8 GW. Tuttavia, questa espansione ha generato proteste in diverse comunità, come Peschiera Borromeo, Cornaredo e Moncalieri, che si oppongono alla costruzione di nuove strutture.
Le differenze con gli Stati Uniti
Luca Beltramino, presidente dell'Associazione italiana data center (Ida), ritiene che le proteste negli Stati Uniti possano influenzare i comitati del "no" in Italia, anche se i dati sui consumi energetici e idrici nel contesto italiano ed europeo sono differenti. In Italia, la capacità elettrica utilizzata dai data center è inferiore all'1% della rete nazionale.
Alessandro Piva, direttore dell'Osservatorio data center del Politecnico di Milano, suggerisce che l'impatto delle proteste americane potrebbe portare a una selezione dei progetti più maturi, piuttosto che a un blocco generalizzato. L'Italia e l'Europa potrebbero diventare alternative attraenti per gli investimenti, a patto di offrire regole chiare e disponibilità energetica. Le strutture europee sono generalmente più piccole e utilizzano metodi di raffreddamento più efficienti rispetto a quelle americane, che spesso impiegano tecniche a evaporazione con elevato consumo d'acqua.
Impatto sui costi e infrastrutture
Marco Trombetti, CEO di Translated, evidenzia come negli Stati Uniti gli accordi energetici locali possano causare un aumento diretto dei prezzi per i cittadini in presenza di grandi consumatori come i data center. In Italia, invece, la rete nazionale attenua questo impatto sulle famiglie. Inoltre, le tecnologie di raffreddamento in Italia sono più avanzate e meno dispendiose in termini di acqua rispetto a quelle usate in alcune aree degli Stati Uniti. Le proteste locali in Italia, secondo Trombetti, potrebbero essere più un'emulazione che una comprensione approfondita del fenomeno.
Paolo Cellini, docente di Economia digitale e AI alla Luiss, avverte che, sebbene non ci sia ancora una "bolla" speculativa, una forte correzione del mercato potrebbe avere ripercussioni su titoli, investimenti e tutte le attività legate all'intelligenza artificiale.
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