Soliloqui intercettati - la difesa di Sempio nega

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Soliloqui intercettati: la difesa di Andrea Sempio, tramite l'avvocato Liborio Cataliotti, ha ribadito che non costituiscono una prova della sua colpevolezza nel caso del delitto di Garlasco. Cataliotti, intervenuto in una trasmissione televisiva, ha chiarito la posizione del suo assistito.

I soliloqui intercettati e gli appunti

Secondo l'avvocato, le frasi annotate da Sempio in un quaderno non sono ammissioni, ma passaggi tratti dalla scaletta di uno spettacolo. La difesa ha trovato prove che dimostrerebbero la provenienza di questi appunti, inclusi un commento in diretta della trasmissione e l'invio di un link a un'amica giorni dopo. Sempio avrebbe trascritto questi elementi nel suo diario per preparare la propria difesa, annotando pensieri sulle accuse e sulle ricostruzioni del caso, commentando tesi di podcaster, giornalisti e utenti.

La questione delle scarpe

Un altro punto chiave della difesa riguarda la compatibilità del piede di Andrea Sempio con le scarpe dell'assassino. Cataliotti ha spiegato che una ricostruzione in 3D ha dimostrato che il piede di Sempio non rientrava nelle scarpe indossate dall'omicida. Ha anche citato un'intercettazione del 2010 in cui Sempio parlava di scarpe numero 44, mentre le tracce sul luogo del delitto indicavano un numero 42.

L'alibi e il movente

La difesa ha inoltre ricostruito gli spostamenti di Sempio la mattina dell'omicidio, con il padre e la nonna indicati come testimoni del suo alibi. Riguardo al movente, Cataliotti ha sottolineato che non esisteva alcun rapporto tra Andrea Sempio e Chiara Poggi. Ha contestato la tesi che tre telefonate di circa 25 secondi possano dimostrare il movente, e ha messo in discussione la ricostruzione secondo cui un rifiuto di Chiara avrebbe spinto Sempio all'omicidio. L'avvocato ha ribadito che, trattandosi di un processo indiziario senza prove dirette, gli indizi dovrebbero essere univoci e senza alternative.

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Di Pablo