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Amazon rivela il consumo idrico dei data center e le strategie di riduzione

Amazon ha recentemente pubblicato dati dettagliati sul consumo idrico dei suoi data center, evidenziando le tecnologie impiegate per minimizzare gli sprechi.

Questa iniziativa arriva in un momento cruciale, poiché la rapida espansione dell’intelligenza artificiale ha portato in primo piano la questione del consumo idrico dei data center.

La trasparenza di Amazon data center consumo idrico si allinea a quella di altri giganti tecnologici come Google, Meta e Microsoft, che già dal 2020 condividono queste informazioni.

La crescente pressione da parte di governi, comunità e autorità ambientali, specialmente in aree con stress idrico, ha spinto verso una maggiore divulgazione di questi dati.

I numeri del consumo idrico e il confronto con i competitor

Nel 2025, Amazon ha utilizzato circa 2,5 miliardi di galloni d’acqua, equivalenti a oltre 9,4 miliardi di litri.

Nonostante l’espansione delle infrastrutture, si è registrata una riduzione del 2% rispetto all’anno precedente.

Un parametro chiave, l’efficienza idrica, ha raggiunto 0,12 litri per kilowattora, con un miglioramento del 52%.

Il confronto con i principali concorrenti rivela: 1.

Microsoft ha utilizzato 0,27 litri per kilowattora nel 2025, in calo rispetto ai 0,30 dell’anno precedente. 2.

Meta si attesta intorno a 0,19 litri. 3.

Google risulta il consumatore più intensivo, con una media di 1,15 litri per kilowattora.

È importante notare, tuttavia, che Amazon ha confrontato i propri dati aggregati con le strutture specifiche per l’IA dei competitor, le quali sono intrinsecamente più energivore e idrovore.

Tecnologie di raffreddamento e uso di acqua riciclata

Per circa il 90% del tempo, i server di Amazon vengono raffreddati utilizzando il free air cooling, una tecnica che impiega l’aria esterna senza necessità di acqua.

I sistemi di raffreddamento evaporativo entrano in funzione solo quando le temperature superano i 30 gradi Celsius, richiedendo meno elettricità rispetto ai tradizionali impianti frigoriferi.

Gli ingegneri di AWS hanno anche incrementato le soglie termiche supportate dall’hardware, riducendo ulteriormente la necessità di raffreddamento ad acqua.

Queste modifiche progettuali hanno permesso di abbassare il consumo idrico fino al 50% in alcuni campus.

La strategia ambientale di Amazon include anche un significativo impiego di acqua rigenerata, proveniente da impianti di trattamento delle acque reflue, anziché da risorse potabili.

Attualmente, Amazon gestisce 26 strutture alimentate interamente da acqua recuperata, con oltre 130 siti coinvolti in programmi simili a livello globale.

L’azienda si propone di raggiungere lo status di “water positive” entro il 2030.

Trasparenza e sfide future

Nonostante i progressi, rimangono alcune aree in cui la trasparenza potrebbe essere migliorata.

A differenza di Google e Meta, Amazon non ha divulgato dati per singolo sito.

Non sono state comunicate le percentuali di acqua proveniente da fonti riciclate, né sono state pubblicate tabelle storiche che consentano confronti precisi con gli anni precedenti.

Questi aspetti rappresentano le prossime sfide per un’ulteriore ottimizzazione e una maggiore chiarezza nel consumo idrico dei data center.

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