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Arm ha chiuso l’anno fiscale 2026 con ricavi record pari a 4,92 miliardi di dollari.
L’azienda ha inoltre raddoppiato le stime relative alla sua nuova cpu agi, prevedendo ricavi superiori a 2 miliardi di dollari entro il 2028.
Questo nuovo processore, progettato specificamente per l’intelligenza artificiale agentica, sta attirando l’attenzione di giganti del settore come OpenAI, Cerebras, Meta e i principali hyperscaler, segnando un importante passo di Arm verso la produzione diretta di chip.
Crescita costante e successi finanziari
Arm ha registrato ricavi pari a 1,49 miliardi di dollari nel solo quarto trimestre, portando il totale annuale a 4,92 miliardi.
Questo rappresenta il terzo anno fiscale consecutivo di crescita dei ricavi superiore al 20% da quando Arm è tornata in borsa.
Performance delle royalty e del licensing
Sul fronte delle royalty, l’azienda ha raggiunto un fatturato annuo record di 2,61 miliardi di dollari, con 671 milioni nel solo quarto trimestre.
La crescita è stata generalizzata, con un contributo positivo da smartphone, Edge AI, Physical AI e Cloud AI.
In particolare, i datacenter hanno più che raddoppiato le royalty su base annua.
Il segmento licensing ha visto un notevole incremento, raggiungendo 819 milioni nel quarto trimestre e un totale annuo di 2,31 miliardi.
La cpu agi e l’intelligenza artificiale agentica
Il 24 marzo 2026, durante l’evento “Arm Everywhere”, l’azienda ha presentato la cpu agi, il suo primo processore progettato, prodotto e commercializzato direttamente.
Questa soluzione è stata concepita specificamente per supportare l’intelligenza artificiale agentica.
Specifiche tecniche e impatto sul mercato
Dal punto di vista tecnico, la cpu agi integra fino a 136 core Arm Neoverse V3, 2 MB di cache L2 dedicata per core, frequenze fino a 3,7 GHz e una latenza di memoria inferiore a 100 nanosecondi.
Arm dichiara che questo chip offre più del doppio delle prestazioni per rack rispetto alle piattaforme x86, con una potenziale riduzione del Capex per i datacenter AI fino a 10 miliardi di dollari per gigawatt.
Inizialmente, Arm aveva stimato circa 1 miliardo di dollari di ricavi dalla cpu agi.
Tuttavia, in pochi mesi, questa cifra è stata rivista al rialzo: la domanda aggregata dei clienti per gli anni fiscali 2027 e 2028 supera già i 2 miliardi di dollari, più del doppio rispetto alle proiezioni iniziali.
Adozione e espansione del mercato
Numerose aziende di rilievo hanno già confermato l’intenzione di integrare il microchip agi nei propri sistemi.
Tra queste figurano OpenAI, Cerebras, Positron e Rebellions, tutte impegnate nell’affiancamento del chip a sistemi basati su acceleratori.
Verda, un provider europeo di cloud AI, ha annunciato il deploy per l’orchestrazione di carichi agentici.
Inoltre, i sistemi basati su cpu agi sono già ordinabili da OEM come ASRock, Lenovo, Quanta e Supermicro.
Parallelamente, Arm segnala che la propria quota di mercato nel segmento CPU tra i principali hyperscaler ha raggiunto il 50%.
Aziende come Amazon, Microsoft, Google e NVIDIA integrano già CPU basate su architettura Arm come cuore dei loro sistemi accelerati.
Arm sottolinea che la propria architettura non è limitata al datacenter.
Con 350 miliardi di chip complessivamente spediti e oltre 22 milioni di sviluppatori attivi, la piattaforma Arm copre un’ampia porzione dell’ecosistema computing globale, dal cloud all’edge fino ai sistemi fisici.
L’obiettivo dichiarato è estendere l’AI verso dispositivi e infrastrutture fisiche mantenendo un’architettura e un ecosistema software unificati.