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È un momento di profonda commozione nel mondo del calcio.
L’ex attaccante Giuseppe Galderisi ha condiviso i suoi ricordi di Osvaldo Bagnoli, leggendario tecnico del Verona, scomparso all’età di 91 anni.
Galderisi, che ha vissuto da vicino il percorso che ha portato allo storico scudetto del 1985, ha descritto Bagnoli come una figura paterna, un uomo di poche parole ma di grande personalità, che proteggeva sempre i suoi giocatori.
Il suo ricordo si concentra in particolare sull’emozione del successo, un momento in cui il termine “scudetto negato” era un’espressione quasi scaramantica per il mister.
Osvaldo bagnoli: un punto di riferimento indimenticabile
Galderisi ha sottolineato l’importanza di Bagnoli non solo come allenatore ma come guida umana.
La figura del “secondo padre” per i giocatori
“Era una persona di grande buon senso, grande personalità, di poche parole ma che voleva bene ai suoi giocatori: ci difendeva sempre nel male e nel bene.
Era un punto di riferimento,” ha dichiarato Galderisi.
Questo ritratto evidenzia un legame profondo e un rispetto reciproco che andava oltre il campo da gioco, trasformando Bagnoli in un vero e proprio “secondo padre” per molti dei suoi atleti.
Lo scudetto del verona: l’emozione di un trionfo storico
Il racconto di Galderisi si sofferma su un aneddoto significativo legato al culmine della stagione 1984-1985, quando il Verona si apprestava a conquistare il suo unico scudetto.
Il rifiuto di pronunciare la parola “scudetto”
“Ricordo che negli ultimi 10 secondi della partita contro l’Atalanta gli chiesi di dire quella parola (scudetto, ndr), ma non ce l’ho fatta, poi dopo il fischio finale si è liberato,” ha rivelato Galderisi.
Questa ritrosia, quasi un gesto scaramantico, dimostra la tensione e l’umiltà di un uomo che, nonostante fosse a un passo dalla gloria, preferiva aspettare la certezza matematica.
Questo episodio rivela un aspetto intimo della personalità di Bagnoli, un uomo che ha insegnato molto non solo sul campo, ma anche attraverso il suo esempio di vita e la sua grande professionalità.
Galderisi conclude con orgoglio: “Ho tanti bei ricordi e sono fiero ed orgoglioso di aver fatto parte del suo percorso, mi ha insegnato moltissimo ed è stata una persona molto importante per me.”
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