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Calciatori nati europa africa mondiali: un fenomeno in evoluzione

Un trend sempre più consolidato sta ridefinendo il panorama del calcio globale, con un numero crescente di calciatori nati europa africa mondiali che scelgono di rappresentare le nazionali africane.

Questo fenomeno, in passato meno evidente, sta assumendo proporzioni significative, come dimostrano i dati recenti.

Ad esempio, nel Marocco, 19 giocatori su 26 della nazionale provengono dall’Europa, mentre per la Repubblica Democratica del Congo si arriva addirittura a 20.

Non si tratta più di un’eccezione, ma di una tendenza diffusa che riguarda quasi tutte le squadre africane partecipanti ai Mondiali.

Le radici del fenomeno: diaspora e nuove opportunità

Questo cambiamento è strettamente legato alla storia della diaspora africana in Europa.

Molti di questi calciatori sono figli di migranti economici che si sono stabiliti in paesi europei, spesso ex potenze coloniali.

Se un tempo il flusso era prevalentemente unidirezionale, con giocatori di origine africana che sceglievano di rappresentare le nazionali europee, ora si osserva un’inversione di tendenza.

L’Africa sta riacquistando i suoi “figli della diaspora”, che sentono un forte legame con le loro origini senegalesi, algerine o egiziane.

Il ruolo delle famiglie e la credibilità delle federazioni

Un fattore chiave in questa trasformazione è il ruolo delle famiglie.

Come sottolinea Claude Le Roy, esperto allenatore con una lunga esperienza nelle selezioni africane, in passato i giocatori con doppia nazionalità optavano per le nazionali africane solo a metà carriera, quando le opportunità nel paese di nascita si esaurivano.

Oggi, invece, i giovani scelgono di unirsi alla nazionale che sentono più vicina al cuore già in una fase precoce del loro percorso sportivo.

Le famiglie sono spesso le prime sostenitrici di questa scelta, convinte della sua validità.

La crescente credibilità delle squadre africane come Marocco, Algeria, Senegal, Camerun e Costa d’Avorio gioca un ruolo fondamentale.

I successi ottenuti, come quelli della Coppa d’Africa, hanno aumentato l’attrattiva di queste nazionali.

Youssouf Mulumbu, ex capitano della Repubblica Democratica del Congo, conferma che i giocatori sono sempre più attratti dai buoni risultati e non si vergognano più di dichiarare le proprie origini.

L’impatto della nuova formula dei mondiali

Un altro elemento cruciale è la nuova formula dei Mondiali, che ha aumentato il numero di posti assegnati alla Confédération Africaine de Football.

I nove o dieci posti disponibili rappresentano un incentivo significativo per le singole Federcalcio a investire in modo strutturale nel calcio, come mai era successo prima su vasta scala.

Il caso del Marocco, che ha ottenuto risultati eccezionali, è un esempio lampante di come questo investimento stia dando i suoi frutti.

Investimenti e strutture all’avanguardia

El Hadji Diouf, ex stella del Senegal, elogia il lavoro delle federazioni, in particolare quella marocchina, che ha saputo offrire ai giocatori con doppia nazionalità strutture pari, se non superiori, a quelle europee.

Questo ha cambiato radicalmente la percezione e le opportunità per i giovani talenti.

Se in passato Diouf sconsigliava al figlio di giocare in Senegal a causa delle condizioni precarie, oggi la situazione è completamente diversa.

Il legame con le famiglie e le radici culturali, come l’usanza senegalese di seppellire gli antenati in patria, rafforza ulteriormente questa tendenza.

Un ritorno alle origini e nuove prospettive

Come osserva Le Roy, si avverte una sensazione diffusa di “ritorno alle origini”.

Questo non si traduce solo in una riscossa africana in terra d’Africa, ma anche in un interesse crescente da parte di chi ha scelto di giocare per nazionali europee, come Matuidi, Mbappé e Tchouaméni, che continuano a investire nei paesi d’origine, condividendone le speranze.

Se il prossimo torneo americano dovesse confermare un altro exploit in stile Marocco ’22, il volano calcistico per il continente africano potrebbe aumentare ulteriormente, senza più sorprendere nessuno.

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