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A Padova, un uomo è stato arrestato e altre quattro persone sono state denunciate per aver utilizzato carte carburante clonate per prelevare gasolio e rivenderlo. Il sistema fraudolento permetteva di aggirare i costi del carburante.
Indagini sulle carte carburante clonate
L'operazione è scattata dopo la segnalazione di un automobilista che ha scoperto la clonazione della propria carta carburante. L'uomo, tramite l'applicazione di gestione, ha notato una serie di prelievi non autorizzati, avvenuti principalmente di sera presso un'area di servizio self-service. La vittima ha deciso di recarsi sul posto e ha osservato alcune persone che riempivano ripetutamente taniche, allertando così il 112.
L'intervento delle forze dell'ordine
I carabinieri hanno intercettato due veicoli fermi davanti alle pompe di benzina. Nel primo veicolo, due uomini stavano riempiendo una tanica da 25 litri, con altre due già presenti nel bagagliaio. Nel secondo veicolo, un uomo stava caricando sei taniche da 25 litri già piene di gasolio. Poco dopo, è stata bloccata un'altra auto con a bordo un 45enne, identificato come il promotore della truffa, e un connazionale di 28 anni.
Il ruolo del promotore e il recupero del carburante
I primi fermati hanno ammesso di aver ricevuto il carburante dal 45enne al prezzo concordato di un euro al litro. Il 45enne, messo alle strette, ha lasciato cadere due tessere carburante con codici Pin e importi annotati. In tasca aveva altre due carte simili e nella sua auto, parcheggiata nelle vicinanze, sono state trovate sei taniche da 25 litri, contenenti altri 150 litri di gasolio. Complessivamente, sono stati recuperati 365 litri di carburante, suddivisi in quattordici taniche piene e una quindicesima parzialmente riempita.
Il 45enne, di nazionalità moldava, è stato arrestato, mentre gli altri quattro, tra cui un 61enne romeno, sono stati denunciati.
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