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La crescita delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale negli Stati Uniti sta incontrando crescenti ostacoli a livello politico e amministrativo. Le elezioni di Midterm del 2026 hanno evidenziato una chiara opposizione alla costruzione di nuovi datacenter americani, con le comunità locali preoccupate per il consumo di elettricità e acqua, l'occupazione del territorio e le possibili ripercussioni sulle bollette.
Opposizione diffusa ai datacenter americani
I risultati delle consultazioni locali sono stati molto significativi: su 47 referendum riguardanti nuove infrastrutture tecnologiche, 46 hanno visto prevalere il fronte contrario. L'unica eccezione è stata Harwood, nel North Dakota, dove la popolazione ha respinto una proposta per controlli aggiuntivi prima dell'approvazione di nuovi insediamenti industriali. Questa protesta ha attraversato territori con diverse affiliazioni politiche, dimostrando che la questione non è legata solo a dinamiche partitiche. In Ohio, ad esempio, 21 consultazioni locali hanno mostrato un'ampia opposizione, con percentuali di voto contro i datacenter che superano il 75%.
Simili risultati si sono registrati in Illinois, Kansas, Maine, California e Florida.
Le ragioni del malcontento
Le principali ragioni dell'opposizione riguardano le risorse necessarie per alimentare e raffreddare queste infrastrutture. I datacenter per l'intelligenza artificiale ospitano migliaia di server e acceleratori, con un fabbisogno energetico elevato e un consumo idrico significativo per i sistemi di raffreddamento, che può entrare in competizione con le necessità delle comunità circostanti. I cittadini temono una maggiore pressione sulle reti elettriche, un aumento dei costi dell'energia e una riduzione della disponibilità di acqua. A queste preoccupazioni si aggiunge una generale diffidenza verso l'intelligenza artificiale e le sue applicazioni.
Implicazioni politiche e risposte delle Big Tech
La questione è diventata un tema elettorale. New York ha introdotto una moratoria sui permessi per nuovi datacenter hyperscale. In Texas, la governatrice eletta Gina Hinojosa ha chiarito che i progetti già autorizzati potranno proseguire, ma i futuri insediamenti dovranno rispettare nuove norme. Queste includono il pagamento delle imposte, la garanzia che i nuovi impianti non aumentino i prezzi dell'elettricità o compromettano la disponibilità idrica, l'impiego di manodopera sindacalizzata e un maggiore coinvolgimento dei cittadini.
La presidente di Meta, Dina Powell McCormick, ha riconosciuto che le Big Tech non sono riuscite a comunicare efficacemente i vantaggi degli investimenti infrastrutturali e dell'intelligenza artificiale. L'azienda sta valutando iniziative come il pagamento diretto dell'elettricità consumata, l'utilizzo delle entrate fiscali per servizi pubblici e l'assunzione di personale locale, per ottenere un maggiore consenso e dimostrare i benefici tangibili della presenza dei datacenter.
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