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Dua lipa contro samsung: i diritti d’immagine celebrità al centro della disputa

La popstar internazionale Dua Lipa ha avviato una significativa azione legale contro il colosso tecnologico Samsung, chiedendo un risarcimento di 15 milioni di dollari.

La cantante, celebre per i suoi successi globali, contesta l’utilizzo non autorizzato della sua immagine per promuovere televisori.

Questa vicenda, che vede Dua Lipa causa Samsung, solleva importanti interrogativi sui diritti d’immagine delle celebrità e sull’uso commerciale delle loro figure senza consenso esplicito.

L’accusa di utilizzo improprio dell’immagine

Secondo l’atto depositato presso la Corte distrettuale della California centrale, Samsung avrebbe impiegato foto dell’artista, scattate nel backstage dell’Austin City Limits Festival nel 2024, sulle confezioni di cartone dei propri televisori.

L’uso di queste immagini sarebbe avvenuto senza alcuna autorizzazione o accordo preventivo con Dua Lipa.

La cantante, di origini albanesi-kosovare, ha dichiarato di essere venuta a conoscenza di questa pratica solo in un secondo momento e ha immediatamente chiesto all’azienda di interrompere tale utilizzo.

Tuttavia, secondo i legali della popstar, Samsung avrebbe risposto in modo “sprezzante e insensibile”, rifiutandosi di accogliere la richiesta.

Le implicazioni del caso dua lipa e il precedente scarlett johansson

La causa intentata da Dua Lipa contro Samsung evidenzia come le aziende debbano prestare massima attenzione all’uso di immagini di personaggi pubblici, soprattutto in contesti commerciali.

L’atto di citazione sottolinea che l’obiettivo di Samsung sarebbe stato quello di “lucrare impropriamente sul successo duramente conquistato da Ms.

Lipa per promuovere e vendere prodotti”.

Questo caso ricorda da vicino un’altra recente disputa che ha coinvolto un’attrice di fama mondiale, Scarlett Johansson.

Quest’ultima aveva minacciato azioni legali contro OpenAI, la società dietro ChatGpt, per l’uso di una voce che a suo dire imitava la propria, utilizzata per una versione parlata del chatbot chiamata Sky.

Johansson aveva accusato OpenAI di aver riproposto una voce simile a quella da lei prestata al software nel film “Her”.

Anche in quel frangente, la questione ruotava attorno al consenso e allo sfruttamento dell’identità vocale o visiva di una celebrità.

OpenAI, di fronte alle proteste, aveva poi sospeso l’uso della voce “Sky”.

Questi episodi suggeriscono un crescente bisogno di chiarezza e regolamentazione nell’ambito dell’utilizzo dell’immagine e della voce di personaggi pubblici nel panorama digitale e commerciale.

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Di Claudia

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