Il CEO di Blue Origin Dave Limp ha condiviso un filmato inedito che riprende il rientro di una delle due metà del fairing del razzo New Glenn durante la missione NG-3.
Il fairing è la struttura ogivale che protegge il carico utile durante il lancio e, attualmente, viene spesso utilizzato una sola volta.
Il video evidenzia come, grazie a un sistema di controllo di reazione esoatmosferico installato sul fairing, sia stato possibile guidare il rientro e preparare il recupero dell’ogiva.
Blue Origin sta lavorando per rendere il fairing riutilizzabile, seguendo l’esempio di SpaceX che già recupera e riutilizza i fairing del Falcon 9 più volte.
Il fairing di New Glenn è particolarmente grande, con un diametro di circa sette metri, il che permette di trasportare un volume interno doppio rispetto ai fairing standard da cinque metri.
Questa capacità è fondamentale per le future configurazioni più potenti del razzo, come la versione New Glenn 9×4 con nove motori BE-4 al primo stadio e quattro motori BE-3U al secondo stadio.
Durante la missione NG-3 il satellite AST SpaceMobile BlueBird 7 è stato inserito in un’orbita più bassa di quella prevista e successivamente fatto rientrare anticipatamente nell’atmosfera.
Nonostante il risultato negativo per il cliente, il primo stadio del razzo, chiamato “Never Tell Me The Odds”, è atterrato correretamente sulla droneship Jacklyn, dimostrando la affidabilità del veicolo.
Il prossimo passo prevede l’installazione di un sistema di paracadute sul fairing, da testare nelle prossime missioni dell’anno.
Raccogliere dati sulle prestazioni di rientro e recupero permetterà a Blue Origin di affinare la procedura e di riutilizzare il fairing più volte, con un risparmio stimato di diversi milioni di dollari a lancio.
Questo approccio renderà New Glenn più competitivo nel mercato dei lanci spaziali, anche se la sfida contro lo Starship di SpaceX rimane impegnativa.
L’espansione del settore offre comunque ampie opportunità per diversi attori.





