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La cronologia del Play Store e l’uso di ADB sono strumenti preziosi per recuperare le app installate android, anche quelle cancellate, verificare quali applicazioni sono presenti sul tuo dispositivo e scaricare l’elenco completo delle app usate in passato.
Capire quali app sono installate su Android non è solo una questione di ordine, ma diventa fondamentale quando si cambia smartphone, si desidera reinstallare un’app utilizzata in passato, si controlla lo spazio di archiviazione o si deve ricostruire la lista delle applicazioni presenti su un dispositivo.
Android permette di visualizzare le app installate direttamente dalle impostazioni del telefono.
Google Play, invece, consente di recuperare molte applicazioni scaricate precedentemente con lo stesso account.
Per gli utenti con esigenze più avanzate, ADB (Android Debug Bridge) offre la possibilità di ottenere un elenco completo dei pacchetti installati, inclusi app di sistema e componenti non sempre visibili nel Play Store.
Questa guida esplora come trovare le app installate sul tuo dispositivo Android, come visualizzare quelle non più presenti, come reinstallarle su un altro smartphone o tablet e come esportare l’elenco completo utilizzando strumenti esterni o ADB.
Visualizzare le app installate su android dalle impostazioni
Il metodo più semplice per scoprire quali app sono installate sul tuo dispositivo Android è accedere alle impostazioni del telefono.
Passaggi per consultare l’elenco
1.
Apri le impostazioni del tuo dispositivo. 2.
Accedi alla sezione “App” o “Applicazioni”.
Il nome esatto può variare a seconda del produttore, della versione di Android e dell’interfaccia personalizzata.
Da questa schermata, puoi consultare l’elenco delle applicazioni presenti, verificare lo spazio occupato da ciascuna app, controllare i dati salvati localmente, gestire le autorizzazioni e, se necessario, disinstallarle.
Molte versioni di Android permettono anche di ordinare le app per dimensione, utilizzo recente o altri criteri, facilitando l’individuazione di quelle meno usate.
Tuttavia, questa sezione mostra solo le app attualmente presenti sul dispositivo.
Per ritrovare applicazioni installate in passato, magari su un altro smartphone Android configurato con lo stesso account Google, è necessario utilizzare il Play Store.
Come trovare le app installate e rimosse dal play store
Per consultare la lista delle app gestite tramite Google Play, è sufficiente aprire il Play Store.
Recuperare le app rimosse
1.
Apri il Play Store. 2.
Tocca l’icona del tuo profilo in alto a destra. 3.
Seleziona “Gestisci app e dispositivo”. 4.
Entra nella scheda “Gestisci”.
Qui, Android mostra le applicazioni associate al dispositivo e all’account Google in uso.
Puoi visualizzare le app installate sul tuo attuale smartphone o tablet (“Questo dispositivo”), ordinarle per nome, dimensione o data di aggiornamento, e selezionare quelle da aggiornare o rimuovere.
Utilizzando il filtro disponibile nella stessa schermata, puoi passare da “Questo dispositivo” a “Non installate”.
Questa visualizzazione è particolarmente utile per ritrovare molte applicazioni scaricate in passato e non più presenti sul dispositivo.
La sezione “Non installate” sostituisce, nelle versioni più recenti del Play Store, la vecchia area conosciuta come “Raccolta”.
Funziona in modo simile: Google mostra le app associate all’account, comprese quelle utilizzate in precedenza su altri dispositivi Android collegati allo stesso profilo.
Ritrovare app su altri dispositivi
Lo storico del Play Store è molto utile quando non si ricorda il nome di un’app installata mesi o anni prima.
Se l’app è stata scaricata utilizzando lo stesso account Google, è spesso possibile individuarla nella sezione “Non installate” e reinstallarla con pochi tocchi. È importante notare che l’elenco di Google Play potrebbe non essere una fotografia completa di tutto ciò che è passato dal dispositivo.
Le app installate tramite file APK, store alternativi, profili di lavoro, app aziendali o strumenti del produttore potrebbero non comparire nello storico del Play Store.
Lo stesso può accadere con app rimosse dallo store, non più compatibili con il dispositivo o scaricate usando un altro account Google.
Accedendo a questa pagina da PC desktop, dopo aver effettuato il login, è possibile ottenere la lista delle app installate sui vari dispositivi associati allo stesso account Google: cliccando sul nome di ciascuna app, si può disporne l’installazione o la reinstallazione sui vari dispositivi.
Generare la lista dei pacchetti android installati con adb
ADB, acronimo di Android Debug Bridge, consente di collegare un dispositivo Android al PC e inviare comandi utili per diagnostica, sviluppo, backup e gestione avanzata.
Tra le operazioni più semplici c’è la generazione della lista dei pacchetti installati.
Utilizzo di adb per la lista completa
1.
Scarica e installa ADB sul PC. 2.
Attiva le “Opzioni sviluppatore” su Android e abilita il “Debug USB”. 3.
Collega lo smartphone tramite cavo USB e verifica il riconoscimento del dispositivo con il comando: adb devices. 4.
Conferma la richiesta di autorizzazione che compare sul telefono.
Se nella finestra del prompt appare la dicitura “unauthorized”, controlla lo schermo dello smartphone e autorizza la connessione.
Ripeti il comando adb devices. 5.
Per ottenere la lista completa dei pacchetti installati, usa l’istruzione: adb shell pm list packages.
Questo comando restituisce una serie di righe con gli identificativi dei pacchetti presenti sul dispositivo.
A differenza del Play Store, questo elenco può includere anche app di sistema, componenti del produttore, servizi Google, moduli preinstallati e pacchetti che non hanno una scheda pubblica nello store.
Per salvare il risultato in un file di testo su Windows, puoi usare: adb shell pm list packages > %userprofile%\app.txt && notepad %userprofile%\app.txt.
Nell’esempio, il file app.txt viene creato nella cartella del profilo utente corrente e aperto con il Blocco Note di Windows.
Differenza tra app installate, app rimosse e pacchetti android
Quando si parla di lista delle app Android, è importante distinguere tre concetti.
Le app installate sono quelle presenti e utilizzabili sul dispositivo.
Le app non installate mostrate dal Play Store sono applicazioni associate all’account Google, ma non necessariamente presenti sullo smartphone in uso.
I pacchetti Android, infine, sono identificativi tecnici usati dal sistema operativo per riconoscere app, servizi e componenti.
Una normale app visibile nel drawer (il “listone” con tutte le app nel dispositivo mobile) può corrispondere a un pacchetto Android, ma non tutti i pacchetti Android sono app avviabili dall’utente.
Alcuni appartengono al sistema, altri ai servizi del produttore, altri ancora a componenti necessari per notifiche, sincronizzazione, aggiornamenti o funzioni integrate.
Questa distinzione spiega perché la lista ottenuta con ADB è spesso più lunga rispetto a quella mostrata nelle impostazioni o nel Play Store.
Cosa fare se un’app non compare nello storico di google play
Se un’app non compare nello storico del Play Store, la causa più probabile è l’uso di un account Google diverso da quello con cui era stata scaricata.
Conviene quindi controllare il profilo attivo nel Play Store e, se necessario, passare agli altri account configurati sul dispositivo.
Un’altra possibilità è che l’app non sia più disponibile sul Play Store, sia stata rimossa dallo sviluppatore, non risulti compatibile con il dispositivo o fosse stata installata tramite APK o store alternativi.
In questi casi lo storico di Google Play potrebbe non essere sufficiente per recuperarla.
Se l’app fosse ancora presente sul dispositivo ma non si riuscisse a individuarla, la sezione “App” delle impostazioni o il comando ADB per la lista dei pacchetti possono aiutare a risalire al nome tecnico del pacchetto e, da lì, all’applicazione corrispondente.
Come android trasferisce le app su un nuovo smartphone
Quando si configura un nuovo smartphone Android, la procedura guidata di Google permette di copiare app e dati dal vecchio dispositivo.
Dettagli sulla migrazione di app e dati
Il trasferimento può iniziare alla prima accensione del nuovo telefono, quando Android mostra la schermata di benvenuto e propone di copiare dati da un altro dispositivo, oppure in alcuni casi anche dopo la prima configurazione, tramite la voce che invita a completare la configurazione o a copiare i dati da un vecchio telefono.
La procedura può avvenire in due modi principali.
Se il vecchio smartphone è ancora disponibile, Android può stabilire un collegamento diretto tra i due dispositivi, usando un cavo USB o una connessione wireless.
In alternativa, se il vecchio telefono non è più a disposizione, il nuovo dispositivo può recuperare le informazioni da un backup salvato nell’account Google.
In entrambi i casi, l’accesso allo stesso account Google resta fondamentale: è l’account che permette di ricostruire la lista delle app già usate, recuperare il backup disponibile e reinstallare molte applicazioni dal Play Store.
Dal punto di vista tecnico, Android non sposta sempre le app come se copiasse semplicemente un file APK dal vecchio smartphone al nuovo.
Nella maggior parte dei casi, il sistema ricostruisce l’elenco delle applicazioni installate, identifica i relativi pacchetti Android e chiede al Play Store di scaricarle nuovamente sul nuovo dispositivo.
In altre parole, molte app non vengono “trasferite” nel senso stretto del termine: sono reinstallate automaticamente, o quasi automaticamente, partendo dalla cronologia e dal backup associati all’account Google.
Il trasferimento vero e proprio riguarda invece i dati disponibili: impostazioni, preferenze, alcuni file interni, cronologia chiamate, SMS, configurazioni del dispositivo e altri elementi che Android può includere nel backup o nella copia diretta.
Per le applicazioni entra in gioco il sistema di backup previsto dalla piattaforma.
Quando le app non passano sul nuovo smartphone android
Un’app scaricata dal Play Store, ancora disponibile, compatibile con il nuovo dispositivo e associata allo stesso account Google ha buone probabilità di essere proposta durante la migrazione.
Un’app installata manualmente tramite file APK, ottenuta da uno store alternativo, rimossa dal Play Store, non più compatibile con la nuova versione di Android o legata a un profilo aziendale può invece non comparire tra quelle ripristinabili.
Anche quando l’app viene reinstallata, i suoi dati potrebbero non tornare integralmente.
App bancarie, wallet, strumenti di autenticazione, applicazioni per la firma digitale, servizi aziendali, app di messaggistica e software che gestiscono dati personali spesso richiedono una nuova autenticazione o una procedura di trasferimento separata.
Alcune app salvano i dati nel proprio cloud, altre si affidano al backup Android, altre ancora escludono volutamente token, credenziali, database cifrati o file interni per ragioni di sicurezza.
Ecco perché, prima di iniziare una migrazione, è prudente salvare l’elenco delle app installate e non cancellare subito il contenuto del vecchio smartphone.
Se il display del vecchio smartphone tende a diventare violaceo o nero, è bene attivare una forma di controllo remoto (ad esempio una funzionalità di mirroring) in modo da avere la possibilità di interagire con il dispositivo in fase di dismissione anche se l’interazione con lo schermo touch diventasse impossibile per via di un danno hardware.
La lista esportata permette di verificare, a configurazione completata, quali app risultano effettivamente reinstallate e quali mancano all’appello.
Il vecchio dispositivo, invece, può ancora servire per recuperare codici di accesso, autorizzare app bancarie, esportare account di autenticazione a due fattori, controllare impostazioni specifiche, trasferire chat o verificare il nome esatto di un’app che non è riapparsa automaticamente sul nuovo telefono.
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