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Microsoft 365 rincaro copilot antitrust italiana: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Microsoft Ireland Operations e della filiale italiana.
Al centro delle verifiche ci sono le informazioni fornite agli utenti riguardo gli aumenti di prezzo della suite, in seguito all’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale come Copilot e Designer.
Questa non è una condanna, ma l’apertura formale di un procedimento per possibile pratica commerciale scorretta, che si concentra sulla trasparenza, il consenso e la libertà di scelta del consumatore.
La trasformazione di microsoft 365 e le contestazioni dell’agcm
Microsoft 365, evoluzione di Office 365, si è trasformato da semplice pacchetto di software come Word ed Excel a una piattaforma di produttività potenziata dall’intelligenza artificiale (AI).
A gennaio 2025, Microsoft ha introdotto Copilot nei piani Personal e Family, insieme a crediti mensili per funzioni generative in applicazioni Office e in strumenti creativi come Designer.
Parallelamente, i prezzi dei piani consumer sono aumentati, raggiungendo in Italia 99 euro l’anno per Microsoft 365 Personal e 129 euro l’anno per Microsoft 365 Family.
Cosa contesta l’antitrust italiana a microsoft
La contestazione dell’AGCM non riguarda l’aumento di prezzo in sé.
Un fornitore può legittimamente modificare un servizio in abbonamento e aggiornarne il costo, rispettando i termini contrattuali e la normativa.
Il problema sorge quando queste modifiche vengono comunicate in modo poco chiaro, frammentato o tale da rendere difficile per il consumatore comprendere i cambiamenti.
L’utente si trova a pagare di più per lo stesso servizio di prima, o per un nuovo pacchetto che include funzioni AI che potrebbe non desiderare, non utilizzare o non poter sfruttare appieno.
Un altro aspetto delicato è l’imposizione di un nuovo piano di abbonamento con un prezzo più elevato come opzione predefinita, a meno che il consumatore non eserciti attivamente il diritto di recesso.
Ciò significa che il rinnovo a condizioni più costose sarebbe il percorso automatico in assenza di una scelta esplicita da parte dell’utente.
L’impatto di copilot e designer e le alternative “classic”
Copilot e Designer non sono semplici aggiunte.
Copilot è un assistente basato su modelli generativi che supporta la creazione di testi, la sintesi di documenti e l’analisi di contenuti all’interno di Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote, con funzionalità che variano in base al piano e ai limiti di utilizzo.
Microsoft Designer si concentra sulla generazione e modifica visuale, permettendo la creazione di immagini e contenuti grafici con funzioni AI.
Questi strumenti consumano risorse computazionali cloud, regolate da soglie, crediti e criteri di disponibilità.
Microsoft adotta un modello basato su crediti AI, un dettaglio cruciale per gli utenti che devono essere informati sui limiti di utilizzo e sulle conseguenze dell’esaurimento dei crediti.
Il precedente australiano e le edizioni classic
Quando Microsoft ha integrato Copilot nei piani consumer, in alcuni mercati sono state introdotte le edizioni “Classic”, varianti progettate per mantenere l’esperienza precedente senza le nuove funzioni AI e senza l’aumento di prezzo.
La disponibilità e la visibilità di queste opzioni sono state oggetto di discussione anche fuori dall’Europa.
In Australia, l’Autorità per la concorrenza ha portato Microsoft in tribunale, sostenendo che milioni di clienti Microsoft 365 Personal e Family sarebbero stati indotti a passare a piani più costosi con Copilot senza ricevere informazioni adeguate sulle alternative meno care.
Questo precedente, sebbene in un quadro normativo diverso, evidenzia la problematica ricorrente quando una grande piattaforma integra l’AI in un prodotto consolidato: la distinzione tra un aggiornamento del servizio e la vendita di un nuovo pacchetto deve essere chiara.
L’AGCM non contesta l’integrazione dell’AI in Microsoft 365 o il fatto che un servizio con più funzioni possa costare di più, ma la potenziale insufficienza delle informazioni e la pressione esercitata dal meccanismo “di default”.
Prossimi passi e consigli per gli utenti
L’apertura dell’istruttoria non ne anticipa l’esito.
Microsoft avrà la possibilità di presentare le proprie argomentazioni, chiarire le modalità di comunicazione e spiegare la gestione del passaggio ai nuovi piani.
L’AGCM dovrà poi determinare se la condotta ha violato la normativa sulle pratiche commerciali scorrette e, in tal caso, potrà imporre misure correttive e sanzioni.
Per gli utenti italiani, il consiglio è di controllare attentamente la pagina dei servizi e abbonamenti dell’account Microsoft. È fondamentale verificare il piano attivo, il prezzo di rinnovo, la data del prossimo addebito e le eventuali alternative disponibili. È utile anche accertarsi se l’abbonamento include funzioni AI, chi può utilizzarle (specialmente nei piani Family) e se esistono opzioni per disattivare Copilot nelle applicazioni o modificare il piano prima del rinnovo.
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