Questo post é stato letto 40 volte!
Volkswagen: blume prepara maxi taglio posti di lavoro e riassetto profondo
Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, si appresta a implementare il riassetto più significativo nella storia del colosso automobilistico.
Il piano prevede un drastico volkswagen taglio posti lavoro, con l’eliminazione di fino a 100.000 posizioni a livello globale nei prossimi anni.
Questo rappresenta circa il 15% della forza lavoro totale del gruppo e un raddoppio rispetto ai 50.000 esuberi già concordati per il 2030.
Le indiscrezioni, anticipate da Manager Magazin, non sono state ancora ufficialmente confermate da Volkswagen, ma il piano sarebbe già stato presentato al consiglio di gestione.
Impatto sulla produzione e sulle fabbriche tedesche
La strategia di ristrutturazione avrà un impatto notevole sul fronte produttivo, mettendo a rischio la chiusura di quattro importanti stabilimenti in Germania.
Tra questi figurano gli impianti Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden, oltre alla fabbrica Audi di Neckarsulm.
Questi siti impiegano complessivamente circa 40.000 dipendenti e sono responsabili di una capacità produttiva di circa 750.000 veicoli all’anno.
Le eventuali chiusure non avverrebbero prima del 2030, una volta esauriti i cicli di produzione dei modelli attuali.
Scorporo dei marchi e riduzione degli investimenti
Il piano di Blume non si limita alla riduzione del personale, ma mira a ridisegnare l’intera architettura del gruppo.
Si prevede lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione componentistica, che verranno trasformati in società indipendenti.
Questa mossa è finalizzata a rendere le singole unità più agili e responsabili, in quella che è stata definita la più profonda ristrutturazione nei 89 anni di storia dell’azienda.
Parallelamente, il management intende ridurre gli investimenti di circa il 15%, portandoli a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Questa revisione degli investimenti riflette la necessità di ottimizzare le risorse in un contesto economico difficile.
Fattori di crisi e prospettive future
Le attuali difficoltà del gruppo sono il risultato di una combinazione di fattori.
I dazi statunitensi, stimati in circa 4 miliardi di euro all’anno, e il significativo calo delle vendite in Cina, il principale mercato automobilistico mondiale, hanno inciso pesantemente sui conti.
A ciò si aggiunge il costo elevato della transizione verso la mobilità elettrica, che richiede ingenti investimenti mentre la domanda di veicoli a batteria cresce più lentamente del previsto.
Questa situazione ha eroso la redditività, specialmente nel cuore industriale tedesco del gruppo, dove i costi del lavoro sono tra i più alti del settore.
Volkswagen ha dichiarato che “i fatti rilevanti della questione saranno discussi e approvati dagli organi competenti”, senza fornire ulteriori dettagli.
Il nuovo piano dovrebbe essere presentato al consiglio di sorveglianza il prossimo 9 luglio.
Questo post é stato letto 40 volte!