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Calcio: rigori sbagliati, la pessima idea di inserire giocatori

L’insuccesso dei rigoristi subentrati nel calcio moderno

La pratica di far entrare in campo giocatori freschi esclusivamente per la serie di rigori è una strategia che persiste nel calcio, nonostante i dati suggeriscano il contrario.

Questa tendenza, che vede l’inserimento di calciatori definiti “specialisti” o con “gambe fresche” per affrontare il dischetto, si è manifestata anche durante recenti competizioni internazionali.

Tuttavia, l’analisi approfondita delle statistiche rivela una realtà ben diversa: l’idea di affidarsi a questi subentrati per i calcio rigori sbagliati è spesso una pessima idea, con risultati deludenti.

Le statistiche che non perdonano

I casi di Sancho e Rashford a EURO 2020 sono emblematici, ma non isolati.

Le statistiche raccolte da Opta negli ultimi trent’anni, relative a Europei e Mondiali, sono chiare: otto degli ultimi dieci giocatori subentrati dopo il 115° minuto hanno fallito il loro tentativo dal dischetto.

Questa percentuale di realizzazione, pari ad appena il 20%, è un campanello d’allarme significativo per i commissari tecnici.

Tra gli episodi più noti, si ricordano Jamie Carragher nel Mondiale 2006 e, più recentemente, Marcus Rashford e Jadon Sancho nella finale di Euro 2020, tutti protagonisti di errori decisivi.

Fresco ma non lucido: il paradosso dei subentrati

La logica dietro l’inserimento di giocatori a partita quasi conclusa è quella di avere atleti con maggiore energia e meno affaticati.

Tuttavia, questa strategia non tiene conto dell’aspetto psicologico.

Entrare in campo “a freddo”, senza aver avuto la possibilità di entrare nel ritmo della partita o di toccare il pallone, può compromettere la concentrazione e la lucidità necessarie per un momento di alta pressione come un calcio di rigore.

Dati a confronto: titolari vs. subentrati

La comparazione tra le performance dei titolari e quelle dei giocatori subentrati è illuminante.

Dagli Europei del 1996 a oggi, i calciatori titolari hanno trasformato il 73% dei rigori calciati nelle serie finali (201 su 277).

Al contrario, i giocatori entrati durante il secondo tempo supplementare hanno registrato una percentuale di successo notevolmente inferiore, fermandosi al 56% (18 su 32).

Questo divario suggerisce che, nonostante le gambe fresche, la mancanza di coinvolgimento nel flusso della partita e l’immediata esposizione a una pressione immensa possono essere fattori determinanti per l’insuccesso.

La mente lucida, più che la freschezza fisica, sembra essere la chiave per la realizzazione dei rigori.

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