La fiction televisiva girata tra Crotone e la Sila cosentina ha ottenuto un risultato sorprendente: otto milioni e 245mila spettatori in tre serate su Rai Uno.
Il pubblico ha premiato la trama crime che mescola storia di rinascita e riscatto, ambientata lungo la costa jonica e nelle zone montuose della Sila.
Alla regia troviamo Luca Brignone, regista torinese già noto per lavori come Rocco Schiavone, Don Matteo e Il paradiso delle signore.
Durante le riprese ha instaurato un forte legame con la regione, elogiando la collaborazione della Calabria Film Commission e la disponibilità di ventuno professionisti calabresi coinvolti tra cast, produzione e reparti tecnici.
Brignone ha raccontato di aver catturato il blu intenso del mare crotonese grazie a inquadrature precise nelle ore di massima illuminazione, quando il sole si riflette sui fondali chiari e sulla sabbia bianca.
La troupe ha dovuto affrontare spostamenti continui tra otto diverse location, tre settimane di set impegnativo ma anche di festa, contando su ottanta figuranti e su attori locali come Alessio Praticò, Raffaella Reda e Pino Torcasio, che hanno recitato con naturalezza nei loro ruoli.
Il successo della serie è stato messo a confronto con il ritorno dei Cesaroni su Canale 5, inizialmente considerato uno scoglio difficile da superare.
Nonostante una prima serata difficile, lo share è cresciuto progressivamente, permettendo alla fiction di mantenere un pubblico costante e in leggero aumento episodio dopo episodio, un dato raro nel panorama televisivo attuale.
Secondo il regista, il pubblico ha apprezzato sia la storia sia i personaggi: Simone, ex calciatore interpretato da Filippo Scicchitano, e Stella, la poliziotta interpretata da Miriam Dalmazio, sono figure ferite che cercano redenzione.
Le loro vicende, intrecciate a quelle di personaggi secondari come Valerio Fois e gli antagonisti interpretati da Claudio Corinaldesi e Matteo De Santis, hanno creato un racconto di rivalsa e umanità che ha colpito gli spettatori.
Brignone ha sottolineato l’importanza della veridicità degli attori calabresi, ritenendo che la loro autenticità abbia aggiunto valore alla produzione.
Ha anche ricordato il suo precedente lavoro in regione, il documentario Haddar sul cedro dell’Alto Tirreno cosentino, realizzato nel 2023 e distribuito nel 2025 dopo alcuni ritardi legati a eventi internazionali.
Alla luce di questa esperienza, il regista vede nella Calabria un territorio ricco di varietà paesaggistica e di opportunità per l’industria cinematografica, grazie al sostegno logistico e alla passione della gente del luogo.
Auspica che si possa costruire un sistema di supporto stabile per le produzioni, valorizzando una regione che ha già ispirato grandi autori del passato e che oggi si sta affermando come set privilegiato per fiction e film.





