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Quando si configura una connessione Ethernet o WiFi, valori come 255.255.255.0 o notazioni come /24 indicano la subnet mask maschera sottorete utilizzata.

Questo dato stabilisce quali indirizzi IP appartengono alla stessa sottorete e quali, invece, devono essere raggiunti passando attraverso il router.

La subnet mask, o maschera di sottorete, è uno dei parametri fondamentali nella configurazione delle reti IP.

Insieme a indirizzo IP, gateway predefinito e server DNS, permette a computer, smartphone, router, access point, stampanti, videocamere IP e altri dispositivi di comunicare correttamente all’interno di una rete locale e verso internet.

Comprendere la subnet mask nelle reti IP

La subnet mask è un valore associato a un indirizzo IP che serve a distinguere la parte dell’indirizzo che identifica la rete da quella che identifica il singolo host, ovvero il dispositivo connesso.

Un esempio molto comune nelle reti domestiche e aziendali è il seguente: indirizzo IP: 192.168.1.2 subnet mask: 255.255.255.0

In questo caso, il dispositivo appartiene alla rete 192.168.1.0.

Per via della subnet mask impostata, gli indirizzi assegnabili ai dispositivi di rete vanno da 192.168.1.1 a 192.168.1.254.

L’indirizzo 192.168.1.0 identifica la rete, mentre 192.168.1.255 è l’indirizzo di broadcast, usato per inviare pacchetti a tutti gli host della stessa sottorete.

Per questo motivo, in una rete 192.168.1.0/24, gli indirizzi utilizzabili dagli host sono 254 e non 256.

Più avanti vedremo il significato della notazione /24.

Come rilevare la subnet mask in windows

Per rilevare la subnet mask utilizzata su un sistema Windows, basta aprire il prompt dei comandi (Windows+R, cmd) quindi digitare ipconfig /all.

In corrispondenza delle informazioni relative alla scheda Ethernet o all’interfaccia WiFi, si leggerà la subnet mask in uso.

Analoga informazione è ottenibile (con la possibilità di modificarla) premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando ncpa.cpl.

Cliccando due volte sul nome dell’interfaccia di rete quindi sul pulsante proprietà e, infine, su protocollo internet versione 4, si accederà al dato relativo alla subnet mask, se manualmente impostata.

Significato di 255.255.255.0 e la notazione CIDR

La subnet mask 255.255.255.0 è una delle più utilizzate nelle reti locali; in notazione CIDR (Classless Inter-Domain Routing) è espressa come /24.

La notazione /24 indica che i primi 24 bit dell’indirizzo IP identificano la rete, mentre i restanti 8 bit identificano gli host.

Poiché 8 bit permettono 256 combinazioni, la rete contiene 256 indirizzi complessivi.

Tolti l’indirizzo di rete e quello di broadcast, restano 254 indirizzi assegnabili.

Come nel caso degli indirizzi IPv4, anche la subnet mask è formata da una sequenza di 32 bit o 4 byte: ciascuno dei quattro gruppi da 8 bit è separato con un punto.

Si dice che ogni gruppo è da 8 bit perché ciascuno di essi può assumere una numerazione compresa tra 0 e 255 (2^8 valori possibili) ovvero equivale a un byte (1 byte = 8 bit).

Se un computer con IP privato 192.168.1.5 e subnet mask 255.255.255.0 deve comunicare con 192.168.1.50, capisce che l’altro dispositivo si trova nella stessa sottorete.

La comunicazione può quindi avvenire direttamente nella LAN.

Se invece deve comunicare con 192.168.2.10, il dispositivo rileva che quell’indirizzo non appartiene alla stessa sottorete: in questo caso il traffico è inviato al gateway predefinito, di solito al router.

La subnet mask, quindi, non è un parametro secondario: influisce direttamente sul modo in cui i pacchetti dati sono instradati.

Calcolo degli host utilizzabili e calcolatori online

Online esistono molti calcolatori di subnet mask, utili soprattutto quando si lavora con reti articolate o quando bisogna verificare rapidamente intervalli, broadcast e numero di host disponibili.

Tuttavia, per le subnet più comuni, è possibile fare molti calcoli anche a mente.

Il punto di partenza è ricordare che un indirizzo IPv4 è composto da 32 bit.

La notazione CIDR indica quanti bit sono riservati alla parte di rete.

Di conseguenza, i bit rimanenti sono disponibili per gli host.

La regola generale è quindi: indirizzi totali = 2^(32 – prefisso CIDR) host utilizzabili = indirizzi totali – 2

La sottrazione di 2 vale nelle normali reti IPv4 perché un indirizzo identifica la rete e un altro è riservato al broadcast.

Per ricavare rapidamente la subnet mask, conviene ragionare per ottetti.

Ogni gruppo dell’indirizzo IPv4 contiene 8 bit: i valori più comuni dell’ottetto “variabile” sono facili da memorizzare.

Supponiamo che il dispositivo con cui abbiamo a che fare abbia IP 192.168.1.2 ma subnet mask 255.255.128.0.

In questo caso la rete di appartenenza sarebbe 192.168.0.0 quindi gli indirizzi IP assegnabili sarebbero addirittura 32.768 e non 256 come nel caso precedente.

Lo spazio di indirizzamento, infatti, sarebbe compreso tra 192.168.0.1 e 192.168.127.254.

Subnet mask più comuni e il caso di ipv6

Alcune subnet mask sono utilizzate solamente dai grandi provider che hanno necessità di utilizzare ampie classi di indirizzi IP assegnandole in maniera statica o dinamica ai dispositivi di networking dei clienti.

Si provi ad esempio a digitare, al prompt dei comandi, nslookup www.google.it e ad annotare l’indirizzo IPv4 associato al nome di dominio Google.

Inserendo tale indirizzo IP pubblico su WHOIS Domain Tools si ottiene che la notazione CIDR indica che in questo caso sono usati 16 bit per esprimere la subnet mask quindi essa è 255.255.0.0.

Questa rete Google, formata da IP pubblici quindi pubblicamente raggiungibili da qualunque sistema connesso alla rete internet, è formata da 65.536 IP (2^16) e gli indirizzi utilizzabili sono compresi tra 172.217.0.0 e 172.217.255.255.

La subnet mask 255.255.255.255 è un po’ particolare perché rappresenta l’host stesso (si tratta di un “caso degenere” in cui non viene identificata una rete ma l’indirizzo del medesimo dispositivo).

La subnet mask 255.255.255.252 identifica la più piccola rete utilizzabile con appena 2 indirizzi disponibili per l’assegnazione: è spesso adoperata nelle connessioni punto-punto dove un indirizzo è l’IP di un host posto al primo lato della connessione mentre l’altro è l’indirizzo IP del secondo e ultimo host coinvolto nella comunicazione.

La subnet mask in ipv6

Quando si usa lo spazio di indirizzamento IPv6 non si utilizza la subnet mask nella forma decimale puntata tipica di IPv4, come 255.255.255.0.

Il concetto di separazione tra parte di rete e parte host esiste comunque, ma risulta espresso esclusivamente tramite la lunghezza del prefisso, indicata con la notazione slash.

Un indirizzo IPv6 è lungo 128 bit, contro i 32 bit di IPv4.

Un esempio di indirizzo IPv6 con prefisso è il seguente: 2001:db8:abcd:1234::1/64.

La parte /64 indica che i primi 64 bit identificano il prefisso di rete, mentre i restanti 64 bit sono disponibili per l’identificatore dell’interfaccia, cioè per distinguere i singoli dispositivi all’interno della sottorete.

L’equivalente concettuale della subnet mask IPv4 è quindi il prefisso IPv6: nella configurazione delle interfacce, dei router e dei firewall IPv6 si usa quasi sempre la forma compatta con prefisso, per esempio /64.

Prefissi più brevi sono assegnati a organizzazioni, reti aziendali o connessioni residenziali dal provider.

Per esempio, un ISP può assegnare a un cliente un prefisso /56: in questo caso restano 8 bit per creare sottoreti /64, quindi fino a 256 subnet IPv6 distinte.

Con un prefisso /48, tipico di contesti più ampi, è possibile ottenere 65.536 sottoreti /64.

In IPv6 va inoltre considerata una differenza importante rispetto a IPv4: non esiste il broadcast.

La comunicazione verso più destinatari avviene tramite multicast e altri meccanismi del protocollo.

Di conseguenza, quando si parla di subnet IPv6, non si sottraggono due indirizzi per rete e broadcast come accade normalmente in IPv4.

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