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Il governo italiano ha deciso di posticipare l'introduzione della tassa di 2 euro sui mini pacchi provenienti da Paesi esterni all'Unione Europea. La nuova data di entrata in vigore è fissata per il 1° gennaio 2027, segnando il quarto rinvio per questo contributo doganale. La misura riguarda le spedizioni con un valore inferiore a 150 euro.
La conferma di questo slittamento è arrivata tramite il comunicato del Consiglio dei Ministri numero 194. Inizialmente, l'introduzione della tassa era prevista per il 1° dicembre. La proroga è stata inserita in un decreto legge che include anche aiuti per il settore dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca.
Attualmente, e fino al 31 dicembre, chi effettua ordini da Paesi non membri dell'Unione Europea continuerà a pagare un costo di 5 euro per spedizione. Questo importo è composto da un dazio fisso europeo di 3 euro, attivo dal 1° luglio sulle merci sotto i 150 euro, e da una "handling fee" europea di 2 euro, introdotta dal 1° novembre per coprire i costi di gestione doganale. Il contributo italiano si aggiungerà a questi importi solo a partire dal 2027.
Il rinvio del provvedimento comporta un costo per le casse dello Stato. Si stima che ogni mese senza la riscossione di questa tassa equivalga a circa 20,4 milioni di euro di mancate entrate.
A livello europeo, le misure simili già in vigore stanno avendo un impatto significativo. Il dazio di 3 euro ha portato a una riduzione di quasi il 40% dei flussi di merci nei primi due mesi di applicazione. Le dichiarazioni di importazione per le spedizioni di modico valore sono diminuite del 31% nei primi nove mesi dell'anno. Questo contesto influisce anche sui prezzi e sui tempi di consegna dell'e-commerce extra Ue.
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