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La **bresaola italiana meno brasiliana** è l'obiettivo che i produttori della Valtellina e le associazioni di categoria si prefiggono di raggiungere. Stanno cercando soluzioni per affrontare la sospensione delle importazioni di carne dal Brasile, materia prima fondamentale per la produzione. È stato presentato un piano per incrementare l'utilizzo di carne bovina italiana, sebbene la sua piena attuazione richiederà tempo e probabilmente non sarà sufficiente a coprire l'intero fabbisogno.
La bresaola della Valtellina, prodotto IGP, richiede che la lavorazione avvenga in provincia di Sondrio, ma non impone l'origine italiana della carne. Attualmente, oltre l'80% della carne impiegata proviene dal Sudamerica, con il 60% specificamente dal Brasile.
Un protocollo per la bresaola italiana meno brasiliana
Recentemente, il consorzio di tutela, Coldiretti e Filiera agricola italiana hanno siglato un protocollo d'intesa. L'obiettivo è ottenere cinquemila tonnellate di carne all'anno da 100mila bovini italiani per la produzione di bresaola. Questo traguardo è stimato raggiungibile in un periodo che va dai tre ai cinque anni. Considerando che nel 2025 le aziende del consorzio hanno prodotto quasi 12.000 tonnellate di bresaola, il quantitativo previsto dal protocollo non potrà sostituire completamente le importazioni estere.
Difficoltà e prospettive future
Mario Moro, presidente del consorzio di tutela, ha sottolineato che l'impiego esclusivo di carne italiana è un obiettivo a medio e lungo termine. Ha spiegato che l'allevamento bovino in Italia si è storicamente concentrato sulla produzione di latte piuttosto che sulla carne. Nel frattempo, il consorzio sta valutando la possibilità di aumentare le forniture da altri paesi dell'America Latina.
Al momento, il consorzio non prevede significative carenze di carne, grazie alle scorte accumulate dalle aziende, che dovrebbero coprire il fabbisogno per alcuni mesi. Tuttavia, si è già registrato un aumento del 15% nel prezzo della carne destinata alla bresaola.
Il blocco delle importazioni e le sue ragioni
Il blocco delle importazioni di carne dal Brasile è entrato in vigore il 3 settembre, a seguito della decisione dell'Unione Europea. La misura è stata adottata perché il governo brasiliano non ha fornito le garanzie richieste sull'uso di prodotti antimicrobici negli allevamenti. In Europa, l'utilizzo di antibiotici promotori della crescita è vietato per prevenire lo sviluppo di resistenze antimicrobiche e tutelare la salute pubblica.
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