Dieta vegana e Dna, un mese modifica l'epigenetica

Questo post é stato letto 120 volte!

Una recente ricerca condotta da team delle università della California a San Diego e di Friburgo ha rivelato che un solo mese di dieta vegana e Dna possono indurre modifiche nell'epigenetica, ovvero nei meccanismi che regolano l'attività dei geni senza alterare la sequenza del Dna. Questo impatto è stato associato a una diminuzione dell'infiammazione e a un rallentamento di alcuni indicatori dell'invecchiamento biologico.

I geni non sono un destino: la dieta vegana e Dna

Lo studio, randomizzato e pubblicato su ‘MedComm’, ha coinvolto 48 adulti sani. Secondo il genetista Giuseppe Novelli dell'Università di Roma Tor Vergata, co-autore di ‘Leggere i geni – Viaggio nelle meraviglie del Dna’, il punto più interessante è che "i nostri geni non sono il nostro destino", sottolineando la natura dinamica della biologia e la sua risposta alle scelte quotidiane.

In sole quattro settimane, i ricercatori hanno osservato cambiamenti misurabili in oltre 800.000 siti di metilazione del Dna, concentrati in particolare su geni legati alla risposta immunitaria, al metabolismo e a specifici percorsi cellulari.

Effetti su infiammazione e invecchiamento

Le analisi epigenetiche hanno suggerito una riduzione dei neutrofili, cellule immunitarie che contribuiscono all'infiammazione, e un aumento dei linfociti T CD4. Queste previsioni sono state confermate dalle misurazioni del sangue raccolte durante lo studio. Per quanto riguarda l'invecchiamento biologico, due "orologi epigenetici" hanno indicato un rallentamento, mentre un terzo, mirato alla misurazione dell'età cronologica, ha mostrato un andamento differente.

Novelli ha precisato che lo studio è di piccole dimensioni e di breve durata, e i cambiamenti osservati sono modesti e diffusi nel genoma. Saranno necessarie ricerche più ampie e prolungate per comprendere se queste modifiche si traducano in una reale riduzione del rischio di malattia. La ricerca non dimostra che la dieta vegana prevenga il cancro o inverta l'invecchiamento, ma evidenzia come l'alimentazione possa influenzare rapidamente processi molecolari legati a infiammazione e invecchiamento.

Dieta vegana e sostenibilità

L'epidemiologo Massimo Ciccozzi ha commentato che una dieta vegetale ben pianificata può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2, ma i benefici dipendono dalla qualità complessiva dell'alimentazione. Le diete a prevalenza vegetale comportano minori emissioni di gas serra, un ridotto utilizzo del suolo e una diminuzione degli allevamenti intensivi.

Tuttavia, Ciccozzi ha anche avvertito che essere vegani non è automaticamente sinonimo di salute o sostenibilità. Una dieta esclusivamente vegetale e squilibrata può portare a carenze nutrizionali. Anche gli alimenti vegetali possono avere un impatto ambientale, ad esempio a causa di coltivazioni intensive, consumo idrico, fertilizzanti e pesticidi. Il futuro dell'alimentazione, secondo Ciccozzi, dovrà essere sostenibile, e il veganismo rappresenta una scelta coerente con l'approccio One Health, ma non l'unica.

Questo post é stato letto 120 volte!

Di Pablo