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La tassa sul traffico Internet è al centro di una nuova proposta in Francia. L'Assemblea nazionale francese ha approvato un emendamento alla legge di bilancio 2027 che prevede l'introduzione di un prelievo di 0,055 euro per ogni gigabyte di dati trasmessi agli utenti francesi. L'obiettivo è far contribuire i grandi fornitori di contenuti, come Google, Meta, Netflix e Amazon, ai costi delle reti di telecomunicazione, dato che generano volumi significativi di traffico.
Il dibattito sulla tassa sul traffico Internet in Europa
L'iniziativa francese riaccende un dibattito decennale in Europa riguardo a chi debba finanziare le infrastrutture di rete. Finora, la discussione si è focalizzata sul "fair share", ovvero un possibile contributo economico delle grandi piattaforme agli investimenti degli operatori di telecomunicazioni. La proposta francese, tuttavia, introduce un meccanismo differente, applicando direttamente un'imposta proporzionale ai dati trasferiti, anziché negoziare compensazioni tra aziende. Secondo l'autorità francese Arcep, nel 2025, cinque operatori (Akamai, Netflix, Amazon, Google e Meta) rappresenteranno quasi la metà del traffico Internet destinato agli utenti finali.
Come funzionerebbe la nuova imposta
La misura, proposta tramite l'emendamento I-1358, non colpirebbe direttamente gli abbonati Internet, ma i fornitori di contenuti e applicazioni che generano il traffico verso gli utenti francesi. Il prelievo non potrebbe superare il 15% del fatturato realizzato in Francia o il 2% del fatturato complessivo dell'impresa. Gli autori dell'emendamento stimano una raccolta annua di circa 10 miliardi di euro, basata su una valutazione di circa 200 miliardi di gigabyte trasmessi annualmente.
Le sfide tecniche e la privacy
La proposta affida agli operatori di accesso alla rete il compito di misurare i volumi trasferiti e identificare le imprese responsabili. Tuttavia, attribuire un flusso di rete a una specifica azienda non è sempre semplice, a causa della complessità dell'architettura di Internet, dell'uso di CDN e della cifratura dei dati. La cifratura, in particolare, rende difficile l'osservazione delle informazioni applicative da parte degli intermediari.
La tassa sul traffico Internet potrebbe avere un impatto diverso sulle attività digitali. Ad esempio, un filmato di due ore (8 GB) comporterebbe un'imposta teorica di 0,44 euro, mentre un videogioco da 100 GB genererebbe un prelievo di 5,50 euro. Questo potrebbe incentivare ottimizzazioni tecniche per ridurre i volumi di dati. Inoltre, la proposta solleva interrogativi sulla neutralità della rete e sulla privacy, in quanto l'identificazione e la contabilizzazione del traffico potrebbero richiedere strumenti di osservazione sofisticati, con possibili implicazioni sulla compatibilità con il GDPR.
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